NAPOLI – Una volta c’erano le primarie e le votazioni dei congressi erano l’ago della bilancia tra le correnti opposte.
Ora invece il Pd è unito. Viaggia compatto verso il candidato unico. Lo ha fatto per eleggere il segretario regionale, Piero De Luca, e lo sta facendo a Napoli. Dove ieri l’ipotesi di tornare al vecchio e caro voto all’interno dei circcoli è tramontata. L’appello di Piero De Luca (nella foto) all’unitarietà, come ha dichiarato Nora di Nocera, è stato accolto.
La dem stabiese, molta vicina alla presidente del consiglio comunale di Napoli Enza Amato, ha ritirato la sua candidatura.
Francesco Dinacci, area Marco Sarracino ed Elly Schlein, ha avuto la meglio. E da candidato unico ringrazia la Di Nocera e annuncia l’avvio ufficiale del percorso congressuale del Pd napoletano «nel segno della più larga e convinta unità delle nostre forze».
Dal suo canto Nora Di Nocera ringrazia chi ha sostenuto la sua candidatura ma «con senso di responsabilità», dichiara di aver «valutato l’appello venuto dal segretario regionale del Pd a convergere sul percorso unitario».
Percorso unitario o meno non è detto però che le correnti interne ai democratici abbiano deposto le armi. La vera competizione ora è di misurarsi nella scelta di quanti uomini piazzeranno nella direzione provinciale i deluchiani e i sostenitori del Campo Largo: è qui che ci sarà la conta.
Resta poi un altro nodo da sciogliere: il congresso in provincia di Avellino, dove la sintesi sul nome di Antonello Cerrato, consigliere provinciale eletto nella lista deluchiana “A Testa Alta” ha spaccato il partito al punto da indurre il vicesegretario uscente del Pd irpino, Vittorio Ciarcia, a chiederne l’espulsione.

