Acqua pubblica, vincono i comitati

Alla fine hanno vinto i comitati. Il consiglio comunale di Napoli ha votato per rinviare a proposta di delibera sulla modifica dello statuto dell’Abc alla commissione ambiente, di modo da poter acquisire i pareri ed i consigli dei comitati e del coordinamento Acqua Pubblica Campania che da anni si batte contro la privatizzazione.
La giornata di ieri è cominciata con un sit in dei comitati dinanzi alla sede del consiglio comunale di via Verdi. Presente anche il padre cambogiano Alex Zanotelli, diventato il simbolo della battaglia referendaria sull’acqua pubblica.
Alle tre del pomeriggio il consiglio si riunisce per discutere la proposta di delibera a firma del consigliere Sergio D’Angelo. Ma il proponente non c’é, mentre il collega Rosario Andreozzi (Europa Verde) annuncia il suo voto contrario «perché da un anno non si è riusciti ad avere un confronto con i comitati e fino che non ci sarà questo confronto non se ne discuterà». Ecco dunque l’invito a ritirare l’atto.
Idem il collega Gennaro Acampora (Pd) che, difende l’amministrazione chiarendo che «non è sua intenzione privatizzare l’Abc né tantomeno l’acqua», si associa al rinvio: «Approviamo le altre delibere, ma escludiamo questa fino a che non si farà chiarezza con i comitati».
Poi, finalmente in aula, si palesa il proponente. «Sono io», dice Sergio D’Angelo che ha da poco finito di parlare con i delegati dei comitati che continuano il sit in.
D’Angelo già sa che la sua proposta sarà rinviata e riferisce anche di aver accolto l’invito dei comitati a non modificare la composizione del cda dell’azienda speciale e del comitato di sorveglianza e di partecipazione, nonché di mantenere il bilancio ecologico e partecipativo.
Però scoperchia il vaso di Pandora della gestione acqua a Napoli e denuncia quelle che sono «le vere insidie» sulla questione.
«In 13 anni di vita l’Abc è stata commissariata per otto anni, quindi quale partecipazione dal basso? – dice – Il comitato di sorveglianza non è mai stato costituito e il bilancio ecologico è stato approvato una sola volta nel 2018». E ancora: «l’Abc non è un’azienda decotta ma continua ad accumulare problemi. L’Arera l’ha sanzionata due volte per inefficienza organizzativa e le tariffe sono aumentate».
Le vere insidie? «La legge regionale del 2015, il Governo ed il sindaco Manfredi che non vuole affrontare la questione. Quale presidente Anci, apra un dialogo con Roma per avere una legge nazionale che assicuri la ripublicizzazione dell’acqua».

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