Da una settimana nel Beneventano il Comitato sannita Acqua Pubblica sta intensificando incontri ed assemblee pubbliche contro il rischio di privatizzazione dell’acqua. Lo slogan è: «Fermiamo Sannio Acque srl. Difendiamo l’acqua pubblica». È nata anche una rete organizzata di attivisti che gira per i comuni del Sannio a sensibilizzare cittadini e politici.
«Nel Beneventano – spiega Giannicola Seneca, portavoce provinciale del Coordinamento campano Acqua Pubblica – parecchi comuni del distretto hanno già approvato la delibera per l’ingresso del socio privato nella gestione dell’acqua».
Cioè Sannio Acque srl?
«Esattamente. E se non fosse interventuta la Corte dei Conti a bocciare lo statuto di questa società, avrebbero già privatizzato l’acqua».
Per quale motivo la magistratura contabile ha espresso parere negativo?
«I motivi sono tre: mancanza di convenienza per il pubblico, mancanza del rischio per il privato e mancata consultazione dei cittadini. Finora sono stati emessi quattro pareri negativi su altrettate delibere comunali. Siamo in attesa dell’ultimo parere che riguarda il comune di Solopaca».
C’è qualche comune del distretto che non ha portato la delibera in consiglio?
«Sì, il comune di Faicchio amministrato dall’attuale presidente della Provincia, Nino Lombardi».
Come mai non lo ha fatto?
«Dovrebbe chiederlo a lui. La verità è che questa delibera è un vero pasticcio: si vuol far credere che la società mista sia controllata dal pubblico, ma in realtà non sarà così».
Come fa ad esserne così certo?
«Perché nulla vieta che il futuro amministratore delegato possa essere il socio privato e poi basta vedere la ripartizione dei fondi tra i vari gestori del territorio: 41 milioni stanziati per la Gesesa (attuale gestore per 22 comuni sanniti; ndr) e cinque per l’Alto Calore Servizi, che ne gestisce 125 tra la provincia di Benevento e di Avellino».
Come mai questa disparità?
«La Gesesa è già partecipata da Acea».
Quindi include già un socio privato?
«Appunto».
E cosa c’entra allora la Sannio Acqua srl?
«Nella Sannio Acque il socio privato è Acea».
Si spieghi meglio.
«Acea è l’unica azienda ad aver risposto alla gara a doppio gioco indetta dall’Ente Idrico Campano per la gestione dell’acqua nel distretto sannita. Ma noi avevamo già previsto anche questo».
In che senso?
«Per la questione dei ristori pubblici stanziati per i gestori territoriali. I 41 milioni di euro di cui parlavo prima».
Perciò, come comitato, state intensificando le assemblee cittadine?
«Dobbiamo far capire alla gente che questa società, che dovrebbe avere un controllo pubblico, in realtà non ce l’avrà mai e che l’acqua è un bene comune che non può essere gestito da privati che pensano solo al fatturato aziendale».
Avete anche lanciato una petizione?
«Finora abbiamo raccolto 30mila firme contro la privatizzazione delle fonti e delle reti regionali. Ne stiamo raccogliendo ancora e non ci fermeremo fino a quando la Regione non farà marcia indietro».
Fra una settimana si aprirà ufficialmente la campagna elettorale per l’elezione del nuovo governatore. Avete qualche iniziativa in cantiere per far sì che l’acqua pubblica diventi un tema di cui dibattere?
«Abbiamo lanciato un appello a tutti i candidati affinchè diano un segno forte di discontinuità rispetto alla privatizzazione delle gestioni idriche campane».

