Accoltella sua sorella e videochiama la madre

A cinque giorni dalla Giornata internazione per l’eliminazione della violenza contro le donne, un altro femminicidio, una giovane ragazza accoltellate e la solita giustificazione: «ho avuto un raptus di follia».
San Paolo Bel Sito, piccola frazione del comune di Nola, con pochissimi residenti. Sono le tre e mezza di pomeriggio, quando al 112 arriva una telefonata. Dall’altra parte si sente la voce di un ragazzo confessare di aver ucciso sua sorella. Sono i carabinieri di Nola ad arrivare in via San Paolo Bel Sito (la strada in cui abitano l’assassino e la vittima porta lo stesso nome del paese), al civico 150, Palazzo Cassese. Con loro c’è anche un’ambulanza del 118 con il medico a bordo che, purtroppo, nulla può fare se non constatare il decesso. Noemi Riccardi, 23 anni, era riversa a terra in cucina, in una pozza di sangue, ferita a morte da suo fratello.
Vincenzo Riccardi, 25 anni, è sua la voce al telefono ed è sua la mano che ha impugnato un coltello da cucina e si è scagliato contro di lei. Sei o sette coltellate forse, perché per avere la certezza dei colpi inferti bisognerà attendere l’autopsia disposta dal pubblico ministero
di Nola, Antonella Vitagliano.
Quando i carabinieri sono entrati nell’appartamento, Vincenzo ha ribadito di essere stato lui ad uccidere sua sorella. «Ho avuto un raptus di follia», ha detto pronunciando le parole che spesso si sentono dire nella aule di tribunale dagli avvocati difensori degli uomin autori di femminicidi e che le associazioni che difendono le donne vittime di violenza aborrono.
Il ragazzo è stato subito portato negli uffici della compagnia dei carabinieri di Nola e allontanato dall’appartamento dove, da poco, si era trasferito con sua sorella e sua madre che, al momento non era in casa ma che purtroppo è stata la prima persona ad aver saputo cosa fosse successo.
Dopo avere ucciso la sorella a coltellate, infatti, Vincenzo ha videochiamato sua madre mostrandole il corpo della figlia esanime. Secondo fonti investigative, entrambi i ragazzi – fratello e sorella – erano in cura presso il centro di salute mentale di Nola.
Intanto, oggi parte “Insieme” la campagna di ascolto dei centri antiviolenza del territorio regionale, promossa dal coordinamento alle Politiche di Genere della Cgil Napoli e Campania in vista della giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Il primo incontro è con l’associazione Dream Team – Donne in Rete di Scampia, che dal 2009 ha dato vita ad un centro di accoglienza, orientamento, ascolto e contrasto alla violenza di genere
con lo scopo di conoscere storie, prospettive e problematiche.

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