Detto fatto. La commissione parlamentare di inchiesta sul rischio idrogeolico e sismico comincerà ad ingare sulle alluvioni che, due settimane fa, hanno interessato l’Agro nocerino-sarnese. Quindi sulle esondazioni di allora – ma comunque periodiche – del fiume Sarno. E dunque su cosa è stato fatto finora per evitare le esondazioni e a che punto sta il “Progetto Grande Sarno”.
Lunedì scorso il presidente della commissione di inchiesta, Pino Bicchielli, aveva annunciato che avrebbe inserito la questione fiume Sarno tra gli argomenti da trattare in commissione. E così ha fatto.
«Le criticità denunciate nel corso della riunione prefettizia, in particolare quelle sollevate direttamente dai sindaci e le segnalazioni relative a ritardi, responsabilità e carenze negli interventi di prevenzione e manutenzione – ha dichiarato il forzista – sono state ritenute di estrema rilevanza istituzionale».
Ma anche urgenti, visto che il fiume straripa ogni qualvolta ci sono piogge abbondanti. Ecco perché sono state già programmate e calendarizzate le prime audizioni a Roma.
Si comincia martedì prossimo a mezzogiorno e si inizia con l’audizione in videoconferenza dei sindaci dei comuni coinvolti dalle alluvioni.
Il primo sarà il sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti, che più volte ha denunciato i ritadi e le omissioni della Regione Campania in termini di interventi strutturali di prevenzione. Seguirà il collega di San Marzano sul Sarno, Andrea Annunziata, poi il primo cittadino di Angri Cosimo Ferraioli ed infine Francesco Squillante, sindaco di Sarno.
«Le denunce provenienti dai territori colpiti – ha aggiunto Bicchielli – impongono un approfondimento serio e rigoroso. Il Parlamento ha il dovere di accertare eventuali responsabilità, verificare l’efficacia delle misure di prevenzione adottate e contribuire a rafforzare un modello di intervento fondato sulla sicurezza, sulla manutenzione e sulla tutela delle comunità locali. L’area dell’Agro nocerino-sarnese, già segnata in passato da eventi tragici, rappresenta uno dei contesti più fragili del Paese sotto il profilo idrogeologico. Proprio per questo – ha sottolineato il presidente della commissione di inchiesta – occorre mantenere alta l’attenzione e assicurare un coordinamento efficace tra tutti i livelli di governo».
La commissione, che potra anche acquisire ogni documento ultile ai fine della sua indagine di approfondimento, proseguirà nelle prossime settimane il ciclo di audizioni e approfondimenti, con lo scopo di rafforzare le politiche di prevenzione e superare la logica dell’emergenza.

