Ruggi, Cantone: “Ho le mani libere dalla politica”

In settimana sarà in Regione per una riunione tecnica di aggiornamento sui lavori relativi alla realizzazione del nuovo “Ruggi”. Contemporaneamente è in programma la “trasferta” nei plessi ospedalieri di Cava de’Tirreni, Mercato San Severino e Ravello (che probabilmente completerà la prossima settimana), in attesa di studiare il dossier del “da Procida” chiuso da oltre un anno a causa di lavori di ristrutturazione infiniti.

Frattanto la settimana scorsa, il nuovo direttore generale dell’azienda universitaria ed ospedaliera “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno, Nicola Cantone, ha incontrato i dirigente delle aree critiche per far fronte alle emergenze estive e si è confrontato con il manager dell’Asl, Gennaro Sosto – «professionista di alto livello con cui siamo già in sintonia», ha detto – per cercare insieme una soluzione che, in attesa dell’entrata in funzione effettiva delle Case di Comunità, possa evitare il congestionamento del pronto soccorso del nosocomio salernitano.

«Le criticità derivano dalla concausa di diversi fattori – ha spiegato il manager di Aversa – perciò ho ritenuto che l’unico modo per stemperare gli animi sia adottare procedure trasparenti». Nella sua prima settimana di insediamento al Ruggi, Cantone ha azzerato «tutti gli incarichi non riconosciuti», dai primari facente funzione ai dirigenti medici «per dare a tutti – ha precisato – la possibilità di concorrere regolarmente e di mettersi in discussione».

Un provvedimento quest’ultimo in linea con il con il contratto di responsabilità sottoscritto dal direttore generale all’atto della sua designazione dinanzi al presidente della Regione Roberto Fico (che lo estenderà a tutti i manager), per evitare pressioni politiche nella gestione della sanità campana.

«Sono grato al presidente Fico per avermi conferito questo mandato che mi dà piena responsabilità nel governo dell’azienda e mi permette di avere le mani libere. Non che prima non le avessi, ma ora mi sento davvero libero di poter gestire al meglio l’organizzazione sanitaria».

Il manager ricorda e fa notare che in altre occasioni un direttore generale appena insediatosi avrebbe ricevuto subito la visita di esponenti politici. «Cosa che non è accaduta – dice – quindi il messaggio è arrivato forte e chiaro». Si badi bene, però, Cantone è disponibile a raccogliere segnalazioni, consigli, critiche «dall’alta poltica» e sempre che sia indirizzata al «miglioramento del servizio sanitario».

Le querelle politico-giudiziarie non lo riguardano. Il caso Enrico Coscioni, primario del reparto di cardiochirurgia sdoppiato ad hoc per l’ex consigliere particolare di De Luca e a processo per omicidio colposo (dopo l’assoluzione avuta per un secondo caso), «non attiene strettamente alla mia funzione».

Altra cosa è il concorso bandito dall’Università di Salerno per l’assunzione di un professore di cardiochirurgia. «Sono due gestioni disgiunte che comunque convivono all’interno dell’azienda – spiega – quindi non è detto che la figura universitaria non possa essere utilizzata anche nell’ambito ospedaliero».

La Torre Cardiologica è forse uno dei dossier più scottanti perché, dopo la fuga del primario Severino Iesu e del suo staff, non è più il fiore all’occhiello dell’azienda. Quindi l’obiettivo è riportare la Torre ai vecchi albori.

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