Presentato il Pad ma è già a rischio

Presentato il Pad, ma il Piano attuativo di utilizzazione delle aree demaniali marittime rischia di essere bloccato nel primo consiglio comunale.
Già l’incontro di ieri mattina nel Salone dei Marmi del Comune di Salerno, convocato il 9 giugno scorso dall’amministrazione De Luca, si è mostrato preludio di una feroce battaglia politica. Per una serie di ragioni che il consigliere di Avs Franco Massimo Lanocita ha spiegato. Prime fra tutti, la mancata partecipazione della maggioranza politica. «L’assessore (all’Urbanistica; ndr) Loffredo ha abbandonato l’aula subito dopo i saluti iniziali», ha fatto notare l’avvocato amministrativista. Il Piano è stato illustrato dalla dirigete dell’ufficio Demanio, Annalisa Del Pozzo.
Un’assenza che il candidato sindaco della minicoalizione di centrosinistra ha giudicato «gravissima».
Di contro Dario Loffredo si è concesso alla telecamere per dire che «il Pad è un passaggio fondamentale per lo sviluppo della risorsa mare» e che «in una città a vocazione turistica come Salerno era doveroso questo confronto», per poi ricordare che «se ne aprirà un altro nei prossimi trenta giorni (entro il 9 luglio; ndr), dove tutti potranno presentare le loro osservazioni e lavorare nella stessa direzione in modo propositivo».
Per Lanocita il coinvolgimento di associazioni, titolari di concessioni e cittadini doveva avvenire prima, cioè nella fase di elaborazione del Piano. «Invece – lamenta – sono stati messi davanti ad un piano già fatto».
Terza contestazione: la mancanza di un’anagrafe delle opere realizzate, nel corso degli anni, dai concessionari delle aree demaniali (cioè degli arenili). Ma all’ambientalista non convince neppure la definizione dei lotti così come è stata decisa dall’ufficio comunale.
Infine, al termine del suo intervento, ha tirato in ballo la questione su cui la coalizione che lo ha sostenuto si è battuta molto: l’ampliamento del molo di Ponente del porto commerciale che ridurrebbe di molto la spiaggia libera di via Ligea (l’altra parte è occupata dal Baia Hotel). Lanocita ha insistito anche sul progetto di cementificazione della vecchia darsena e della spiaggia (che farebbe scomparire gli storici cantieri navali) e su quello relativo al nuovo porto turistico a Pastena «che – ha denunciato – sottrarrebbe altra spiaggia libera».
Tutte questioni di cui l’amministrativista avrebbe voluto discutere con qualche esponente politico «perché – ha detto – molti degli interrogativi necessitano di una risposta politica che i tecnici non possono dare».
Da qui l’anunciata battaglia in consiglio.

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