Meglio il cognome di mamma piuttosto che quello di papà. Quella di Antonio e Luca (nomi di fantasia), oggi adolescenti, è una storia difficile e delicata da raccontare, che però da qualche settimana è finita bene.
I due ragazzini sono riusciti ad ottenere dalla Prefettura di Salerno la soppressione del cognome paterno e il diritto di utilizzare unicamente quello materno.
Ma l’iter non è stato facile, né per loro né per la loro mamma che, con il sostegno degli avvocati Antonella De Luca e Orlando Caponigro, si è battuta per allontare i figli dal padre e ci è riuscita.
La loro è una storia di un’assenza cominciata fin dalla loro nascita, ma anche di maltrattamenti e comportamenti (ritenuti dannosi per i minori) che il padre teneva in quelle rare occasioni in cui li incontrava.
Una scelta, dunque, quella dei ragazzini, maturata nel corso del tempo e diventata più sentita quando, non più bambini, hanno cominciato a rifiutare ogni contatto con il padre che il Tribunale di Salerno aveva già dichiarato decaduto dalla responsabilità genitoriale «per gravi fatti pregiudizievoli ai figli». Fino a quando hanno deciso di interrompere definitivamente ogni legame con il genitore sostituendo il cognome paterno con quello materno.
La Prefettura di Salerno, dopo aver visionato gli atti e studiato le motivazioni alla base della richiesta inoltrata dai legali dei due adolescenti, ha autorizzato la modifica, riconoscendo «la legittima esigenza psico-emotiva-esistenziale dei minori di separarsi dalla figura paterna anche agli occhi della società e il loro desiderio di essere identificati con il cognome del ramo familiare materno di cui sono orgogliosi».
I due ragazzini adesso devono mettersi alle spalle il passato e, per affrontare questo momento, saranno supportati dall’aiuto di professionisti.

