Il pd premiato alle comunali ma scoppia la grana “Cava”

Scontata o sudata che sia in una regione come la Campania dove il centrodestra ha fatto sempre fatica ad emergere, la supremazia del Pd alle comunali è cristallizzata nei dati.

Ma se nei comuni napoletani i dem brindano alla vittoria – fatta eccezione di Casalnuovo e Frattamaggiore dove sono fuori dai ballottaggi – in quelli del Salernitano la sconfitta vale doppio. Per due motivi.

Uno, perché a Salerno il Pd era assolutamente inesistente, assorbito dalla presenza di Vincenzo De Luca, senza alcuna reazione da parte della segretaria nazionale Elly Schlein né (ovviamente) del coordinatore regionale che è suo figlio Piero.

Due, perché a pochi chilometri dal feudo deluchiano, dove i dem erano riusciti a compattare il Campo Largo, è appena scoppiato un bubbone tutto interno al partito. A cui i dem regionali e provinciali, con la stessa nonchalance con cui hanno fatto passare sotto traccia il caso Salerno, hanno pensato di porre rimedio individuando subito, senza neanche una riflessione interna, il responsabile della disfatta ed ottenendone le dimissioni.

L’agnello sacrificale è il giovane segretario cittadino dem Carmine Senatore che, da voci interne al Pd, sembra aver lavorato molto bene per il partito nonostante la giovane età. E forse proprio per questo è stato facile addossargli il peso della sconfitta, che lo ha portato alle dimissioni.

In realtà i problemi all’interno dei dem metelliani erano evidenti già alla vigilia della campagna elettorale, quando toccava convergere su un candidato. In origine la scelta era ricaduta sul docente universitario Luigi Senatore, che però aveva declinato l’invito. Fu così che, su input della segreteria provinciale e quindi regionale, il prescelto fu il cardiochirurgo Giancarlo Accarino. Ma, una votazione interna all’area Schlein, vide contrario Luca Narbone.

Si cercò allora di ritentare con il professore, che sarebbe stato quasi per cedere alla candidatura se il cardiochirurgo avesse fatto un passo indietro. Ma non lo ha fatto anche grazie al sostegno dei dirigenti dem campani.
Il risultato? Gianfranco Accarino ha sfiorato il 21% di preferenze, superato di oltre cinque punti in percentuale dalle liste a sostegno (il Pd ha di poco mancato il 12%) ed è fuori dal ballottaggio. Narbone è stato il primo degli eletti (1.301 preferenze), seguito da Lorena Iuliano (858), mentre dalle urne emerge una percentuale del 40 % di voto disgiunto nella frazione Passiano, roccaforte di Narbone.
Come avrebbe potuto evitare tutto ciò il segretario cittadino Carmine Senatore?

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