In tre anni può cambiare tutto o niente, si può fare carriera o tornare al punto di partenza.
Loro di strada ne hanno fatta. Ne hanno fatta insieme dal 2013 quando da neofiti, insieme ad un gruppo di perfetti sconosciuti, sono entrati per la prima volta a Montecitorio. I figli putativi di Beppe Grillo: dagli esordi del Movimento, Roberto Fico, e durante la prima legislatura, Luigi Di Maio.
Il primo sedeva alla destra del fondatore del Movimento: non c’era decisione che Grillo non prendeva senza consultare Roberto. Il secondo alla sua sinistra, con quell’aspetto del figlio che chiunque genitore avrebbe voluto avere. Erano insieme nel Comitato dei Garanti e lo sono stati anche durante il percorso che ha portato il primo a diventare presidente della Camera ed il secondo a capo del Mise nel Conte I e degli Esteri nel Conte II e nel governo Draghi.
Poi, nel 2023, le loro strade si sono divise, ma ognuno ha continuato a lavorare per sé (come ha sostenuto qualche vecchio grillino).
E allora eccoli qui dopo tre anni: governatore l’uno e rappresentante speciale dell’Ue nel Golfo Persico l’altro.
Si incontrano dopo anni a Napoli al convegno “Riparte l’Italia” promosso dal presidente dell’osservatorio economico e sociale Luigi Balestra. Si abbracciano, si sorridono e chissà se rimpiangono i tempi andati.

