Cosmi: «Distrutto, ma ai ragazzi non rimprovero nulla. Chiuderei la mia carriera in granata»

Serata triste. D’altronde l’avevoa detto che era una serata da dentro o fuori, Serse Cosmi, e chi sarebbe uscito avrebbe dovuto fare i conti con un sogno spezzato. Questo il destino del trainer granata, che fatica a celare le sue emozioni, e apre uno spiraglio sul futuro, passando virtualmente la palla alla proprietà. “Per ciò che sento dentro vorrei chiudere la mia carriera a Salerno, per quello che ho vissuto in questi mesi. Ma non posso rispondere ora, dico solo che sarei felice, orgoglioso e onorato. Inutile parlarne , la mia considerazione è affettiva. Ai tifosi dico che so che è dura, so quello che volevano, me l’hanno ripetuto con calma, fino a crederci sempre di più. Nel mio futuro ce li avrò per sempre nel cuore, è gente che mi ha riconciliato con il campo. Avevo un sogno, di portare la mia nipotina sotto la Sud in finale, è nata dopo il derby con il Benevento e pensavo fosse un segno. Chissà che non possa tornarci da più grande…”. Inevitabile l’amarezza al termine di una cavalcata che aveva riacceso la passione di un’intera piazza, con Cosmi nel ruolo di lider maximo. “Per quanto ci sia enorme delusione e dispiacere, non posso rimproverare più di tanto a questa squadra. Qualche situazione tecnica, qualche errore, ma hanno dato davvero tutto, dopo un periodo difficile, perdendo solo col Benevento prima di oggi. Al gol dell’1-1 a Salerno, pure avendo bluffato, ho capito che dentro di me aveva un valore, mi sento di ringraziare tutti. Calciatori, staff, medici, dirigenti, terapisti e magazzinieri, ho trovato tante belle persone, così come in tutta Salerno. Non ho potuto regalare un qualcosa a cui tenevo tantissimo, per quanto me lo chiedevano e quanto amore mettevano in questa squadra, dopo la frustrazione per i due anni che avevano passato. Sarà una ferita che terrò per sempre, ma sono orgoglioso di aver allenato un gruppo che ha dato tutto, ho visto gente distrutta nello spogliatoio, non erano lacrime finte, c’erano in tanti che credevano di poter arrivare in finale e vincerla”. Inevitabile che il gol all’inizio abbia rovinato il piano gara. “Quattro errori in un’azione, un record. E abbiamo perso anche il portiere, sprecando uno slot e una sostituzione, che non è una cosa secondaria. A Brancolini dico bravo, ha fatto dei buoni interventi. Avevo chiesto di evitare di cincischiare troppo con la palla, dopo ho visto una Salernitana giocare meglio. Si è enfatizzato il primo tempo del Brescia a Salerno, anche noi stasera abbiamo fatto un’ottima partita, negli ultimi 16 metri siamo mancati per cattiveria. Ci abbiamo provato fino alla fine, con tutti i centimetri che avevamo a disposizione, sul colpo di testa di Inglese c’è stata una gran parata. Arbitri? Qualche errore nelle ultime due partite c’è stato, ma ricondurre tutto agli arbitri non me la sento, solo ce l’avrò a morte per l’ammonizione che non mi ha permesso di essere in panchina all’andata, è mancata proprio sensibilità”. Dubbi sul futuro anche per Daniele Faggiano. “Ripartire da me e Cosmi? Bisogna chiederlo alla società. Io sono felice a Salerno. Se vorranno ci sarà possibilità. Il finale è triste, ma ho vissuto la città nei momenti belli e nei momenti bui. Paghiamo due minuti di sfortuna, l’ultimo dell’andata e il primo del ritorno. Siamo stati un bel gruppo, giocando ottime partite, avendo vissuto anche momenti bui. La piazza ci ha aiutato alla grande, il rammarico più grande è per loro. Non mi sento di dire qualcosa a questi ragazzi, le occasioni le abbiamo avute, vederli in lacrime nello spogliatoio non è il massimo, ci aspetta un viaggio di ritorno non molto carino, ma andava messo in conto. (ste.mas)

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