Stavolta nessuno potrà recriminare di aver sbagliato il candidato. Come fece il coordinatore regionale di Forza Italia, Fulvio Martusciello, nei giorni clou dello scontro infuocato con il viceministro agli esteri Edmondo Cirielli, reo – secondo l’europarlamentare di non essere stato il candidato adatto da opporre a Roberto Fico e di avergli scippato la presidenza di una commissione speciale in Regione.
Perché anche nei comuni dove il centrodestra – dopo l’intesa ritrovata – è andato unito, Fratelli d’Italia non ha brillato. Segno che la Campania per la premier resta quella bestia nera elettorale che non riesce ad abbattere e dominare.
Nel Napoletano le elezioni amministrative si rivelano uno smacco per un partito che si ricandida a leader nazionale delle prossime politiche.
A Portici (dove ha vinto Claudio Teodonno del Pd), Fdi non raggiunge neanche l’un per cento, fermandosi 0,98. A San Giorgio a Cremano lo supera ma di poco con l’1,23 per cento, Nella città che diede i natali a Massimo Troisi e che ieri ha conferito la vittoria al dem Michele Carbone, però la sconfitta ha un sapore particolarmente amaro perché i meloniani sono riusciti a farsi superare perfino dal neo partito del generale Vannacci.
Ad Ercolano (sindaco eletto Antonietta Garzia), infine, sembra uscire dalla palude dell’imbarazzo con il 2,28 per cento, ma lo smacco si fa sentire il doppio se si considera che a correre come sindaco c’era Luciano Schifone, papà della deputata Marta che è anche commissaria provinciale a Napoli e fedelissima del neo promosso capo dell’opposizione in consiglio regionale Gennaro Sangiuliano.
I risultati di Afragola (altro feudo conquistato dal centrosinistra con Gennaro Giustino) verrebbe voglia addirittura di cancellarli perché, nonostante riesca a sfiorare il 4 per cento, Fratelli d’Italia si piazza in coda non solo agli azzurri ed ai leghisti ma anche ad una serie di civiche.
Uno scatto di orgoglio lo tenta a Mugnano con il 4,82 per cento (dove da ieri è sindaco Pierluigi Schiattarella), ma è ad Arzano che i meloniano risalgono quota (e recuperano immagine) attestandosi all’otto per cento, anche se la vittoria è di Giuseppe Vitagliano (Pd).
Per fortuna Cava de’Tirreni, in provincia di Salerno, dimostra ancora di essere affezionata e rispettosa del suo “figlioccio politico” che qui ha vissuto prima di scalare i vertici di Alleanza Nazionale prima e di Fratelli d’Italia adesso. Edmondo Cirielli che a Cava ha candidato il suo secondogenito al consiglio comunale, Renato, (dopo la dipartita del primo, Italo Giuseppe) è il primo partito della coalizione di centrodestra che sostiene Raffaele Giordano. Ma per cantare vittoria resta da superare lo scoglio del ballottaggio.

