Appello al voto: Armando Zambrano

Che campagna elettorale è stata quella che si è chiusa oggi?

«È stato un periodo entusiasmante e per certi versi sorprendente. Conoscere a fondo tanti quartieri di cui non si parla mai mi ha dato l’esatta misura dell’errore madornale commesso in questi ultimi 33 anni. Un errore di visione e di missione. L’amministratore di una città deve saper rispondere alle esigenze dei cittadini e non alle proprie manie di grandezza. Ho scoperto una città abbandonata a se stessa per costruire poche grandi, spesso inutili e brutte, strutture. Ho scoperto errori tecnici nella realizzazione di queste strutture e ho scoperto una città che non riconosce più se stessa, ma ripete alcune frasi e idee che fanno ormai parte di una cultura generale. Cambiare la città può essere una frase vuota di significato se non si pensa al suo senso più profondo: partire dalla testa, restituire a tutti la facoltà di pensare in maniera autonoma, partecipando a ogni singola scelta importante che viene fatta per Salerno, indirizzandola verso il tipo di città che vuole essere con una crescita che risulti armoniosa e regolare. Può essere addirittura un messaggio impopolare, il che per un candidato a sindaco presuppone il coraggio della verità».

Nel corso di queste settimane lei ha avuto modo di incontrare cittadini, associazioni, tante realtà presenti ed operanti sul territorio: quali le esigenze e le aspettative espresse con maggior forza?

«È stato un ulteriore elemento di meraviglia questo. Perché i cittadini chiedono cose ovvie, cose a cui ogni cittadino di ogni città ha diritto senza doverlo chiedere: pulizia prima di tutto, parcheggi, viabilità, sicurezza. Elementi che sono propri di ogni città; una città esiste in quanto pulita, ordinata, vivibile, sicura. Non chiedono altro i cittadini di Salerno, non chiedono abitazioni a prezzi più accessibili per i propri figli, non chiedono luoghi di aggregazione che superino l’idea del bar e del bere, non chiedono luoghi adibiti alla cultura, sale polifunzionali per una socialità mirata, non chiedono la ristrutturazione di decine e decine di palazzi pubblici disseminati nei quartieri abbandonati. E potrei continuare».

In caso di vittoria, come caratterizzerà i suoi primi cento giorni da sindaco di Salerno?

«Creando la macchina che, dall’unica sedia nella stanza del Sindaco, si dovrà allargare a tutta la città. I primi cento giorni serviranno a rendere possibile il concetto di partecipazione che è stato uno dei principali temi di tutta la campagna elettorale».

Il suo appello finale agli elettori

«Venite a votare perché c’è chi confida nel fatto che non verrete. Riprendetevi la vostra città».

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