Appello al voto: Franco Massimo Lanocita

Che campagna elettorale è stata quella che si è chiusa oggi?

«È stata una campagna elettorale molto interessante. Innanzitutto per coloro che mi hanno accompagnato,  soprattutto le donne, le nostre candidate, che sono state le protagoniste di questa campagna. E poi per i tanti giovani, i ragazzi e le ragazze che si sono candidati ma anche i giovani che ci hanno accompagnato in questo percorso. Siamo andati nei quartieri ed è stata una campagna nella quale ci siamo proposti e abbiamo fatto proposte. E ne abbiamo anche ricevute di interessanti».

Nel corso di queste  settimane lei ha avuto modo di incontrare cittadini, associazioni, tante realtà presenti ed operanti nel territorio: quali le esigenze e le aspettative espresse con maggior forza?

«I cittadini chiedono innanzitutto servizi, che non ci sono. Chiedono la riduzione delle tasse comunali che oramai sono diventate tra le più alte d’Italia, chiedono strutture sportive di quartiere, più verde pubblico e spazi dove ritrovarsi. Chiedono che venga definito un volto umano di questa città che, invece, è diventata una città dormitorio, che ha espulso i giovani e che è scesa da 157 mila abitanti del 1971 agli attuali 126mila diventando così la terza città della Campania perché superata da Giugliano. Chiedono case in cui abitare a prezzi ragionevoli, in una città dove secondo dati Istat  ci sono circa  9 mila case vuote ma si continua a costruire palazzi che non potranno mai essere abitati da giovani coppie, single, anziani e famiglie  mono reddito, ma solo per soddisfare gli appetiti della rendita fondiaria e di quella finanziaria. Per questo abbiamo detto con forza e convinzione  più servizi e stop al consumo del suolo, anche sul litorale e mi riferisco agli sciagurati progetti di costruzione di un porto turistico a Pastena e all’ampliamento del porto commerciale».

In caso di vittoria, come caratterizzerà i suoi  primi cento giorni da sindaco.

«Per prima cosa vorrei incontrare il rettore dell’Università per presentare insieme il progetto di uno studentato nell’ex ostello della Gioventù in via dei Canali. Siamo ancora in tempo per candidarci ai finanziamenti nazionali che scadranno a fine giugno. Sarebbe il primo tassello del progetto “Salerno città universitaria”, che non significa riportare la didattica in città, ma tutte una serie di funzioni, quali i master, l’alta formazione nell’ex tribunale e soprattutto l’insediamento di  centri di ricerca pubblici e privati in grado di trattenere qui i nostri giovani. E vorrei incontrare il dirigente scolastico provinciale e il presidente di Assindustria e delle altre associazioni datoriali per capire di quali figure professionali hanno bisogno, in modo tale da orientare la formazione per dare risposte occupazionali sia alle aziende che ai nostri giovani. Inoltre, tra le prime cose da fare c’è la ricognizione della macchina amministrativa, per capire dove e in che modo va potenziata per renderla adeguata al raggiungimento degli obiettivi del programma che abbiamo presentato agli elettori. E poi iniziare da subito a lavorare per l’istituzione dei consigli di quartiere e del forum dei giovani e per la modifica dello statuto comunale, che dovrà prevedere i referendum obbligatori in caso di vendita dei beni comuni che, voglio sottolinearlo,  appartengono ai cittadini e non all’amministrazione in carica in quel momento, ed evitare così che vengano svenduti come è accaduto per la Centrale del latte, per il 51% della azioni di Salerno Energia, per il parcheggio alla foce dell’Irno o per l’edificio che ospitava la Procura della Repubblica in via Rafastia».

Il suo appello finale agli elettorali.

«Innanzitutto l’appello è di andare a votare, non solo perché è un dovere democratico ma per non lasciare che siano altri a decidere anche del nostro futuro. Gli elettori  hanno una matita in mano, quello è il potere maggiore. Con quella matita potranno determinato chi governerà, chi punire se ha governato male o  chi premiare per avviare una nuova stagione. E poi mi appello ai giovani, a cui chiedo il voto  per me e per le liste che mi sostengono. Ai giovani che votano per la prima volta e a quelli che fino ad ora non hanno votato perché non si sentivano rappresentati. Andate a votare, abbiamo l’occasione per fare un ottimo lavoro  insieme e sottolineo insieme. E poi chiedo di votarci a tutti gli elettori e le elettrici che desiderano avere una città con più verde pubblico, meno traffico, più servizi e più partecipazione democratica. Basta con la politica dell’uomo solo al comando».

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