Falde contaminate, nessun pericolo per la salute

La situazione non è allarmante ma non è neanche da sottovalutare. Sulla contaminazione delle falde acquifere nelle quattro province campane (esclusa Benevento), emersa da uno studio dell’Università Federico II, sono arrivati i primi dati del monitoraggio disposto dalla Regione «che non li abbiamo certo tenuti chiusi in un cassetto».

È l’assessora regionale all’Ambiente Claudia Pecoraro a divulgarli a margine della conferenza di presentazione della settima edizione del “Green Med Expo & Symposium” che, con gli Stati Generali dell’Ambiente in Campania, si terrà dal 27 al 29 maggio alla Stazione Marittima di Napoli.

«I primi risultati di questo monitoraggio nato da un’iniziativa del 2019 – ha chiarito l’assessora – ci danno l’elemento di un potenziale rischio di contaminazione ambientale». Ma, allo stesso tempo, ha rassicurato che sul piano della sicurezza sanitaria «siamo tranquilli» perché «l’indice utilizzato per i campionamenti sui solventi è di uno a uno o uno a cinque, ben lontano dall’indice di allarme per la salute umana, che nel dato aggregato è pari a 10».

La Pecoraro ha anche spiegato che i punti di prelievo dei campionamenti riguardano «tutti pozzi di monitoraggio che pescano da risorse idriche non destinate all’uso idropotabile» mentre quelli che «intercettavano falde potenzialmente utilizzabili per l’agricoltura o per fini zootecnici erano già attenzionati e non utilizzati».

Eppure c’è ancora da lavorare e da monitorare, in quanto l’obiettivo dell’assessora pentastellata é che il monitoraggio deve andare oltre i confini della Terra dei Fuochi, dal momento che – come ha ricordato – la contaminazione delle falde acquifere coinvolge anche le province di Salerno (Angri, Scafati e Sarno) ed Avellino (Solofra e Montoro). «Dunque – dice – abbiamo il dovere di capire in che termini quel dato ambientale incida realmente sulla salute umana per settare gli screening».

Intanto la Regione si prepara ad ospitare l’evento green che farà di Napoli e della Campania «il cuore pulsante della sostenibilità». Una tre giorni che servirà a disegnare il futuro della transizione ecologica ed energetica nel Mezzogiorno.
Ci saranno cento espositori e altrettanti sponsor. Sei le regioni coinvolte con un programma che unisce area espositiva, confronti istituzionali, divulgazione e formazioni. L’edizione di quest’anno metterà sul tavolo i dossier più caldi del momento: energie rinnovabili, comunità energetiche, gestione della risorsa idrica, bonifiche e il nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti.

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