La svolta arriva a poche ore dall’effettività dei licenziamenti annunciati nelle scorse settimane: i lavoratori di Trasnova – 94 unità in totale, di cui 53 impiegate presso lo stabilimento di Pomigliano – potranno conservare il proprio posto di lavoro fino alla fine del 2026, usufruendo della cassa integrazione per cessazione attività . L’annuncio arriva al termine di una riunione tenutasi ieri presso il ministero del Lavoro, incontro nel corso del quale l’azienda ha annunciato di aver raggiunto un accordo con il gruppo Stellantis, committente unico di Trasnova.
Nel corso del medesimo incontro è stata raggiunta un’intesa anche per il ritiro dei licenziamenti previsti da Logitech e Teknoservice, licenziamenti che interessavano altri 150 lavoratori circa.
Il rientro dei licenziamenti è un risultato salutato con favore dalle organizzazioni sindacali, che tuttavia sottolineano come questa sia da considerare solo come una tappa di un percorso destinato a completarsi con il reinserimento dei lavoratori Trasnova.
«È evidente – dichiarano Mauro Cristiani, segretario generale Fiom Napoli e Mario Di Costanzo, responsabile settore automotive Fiom Napoli – che il sostegno al reddito è un primo passo per consentire alle lavoratrici e ai lavoratori di affrontare questo momento difficile. Inizia ora la fase più delicata e complessa, quella di individuare soggetti imprenditoriali in grado di assorbire i lavoratori in un nuovo progetto industriale. La sfida più grande è quella di evitare che gli ammortizzatori sociali si trasformino in un palliativo».
In realtà due imprese, interessate da ampliamenti e nuovi insediamenti, hanno già manifestato la propria disponibilità a riassorbire i lavoratori del sito Trasnova di Pomigliano, tuttavia al momento questa disponibilità di massima non si è concretizzata in un preciso percorso di reinserimento lavorativo.
Di qui la richiesta da parte delle organizzazioni sindacali di una tempestiva convocazione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy «per poterci confrontare sui piani industriali dei due potenziali imprenditori che hanno dichiarato il loro interessamento all’assorbimento dei lavoratori coinvolti dalla vertenza».

