Il calcio italiano è (di nuovo) nel caos per l’inchiesta arbitri. Il designatore di Serie A e B Gianluca Rocchi è indagato dalla Procura di Milano per concorso in frode sportiva (per alcuni episodi della stagione 2024/25) e gli è stato notificato un avviso di garanzia. L’accusa? Aver fatto pressioni su alcuni arbitri e aver scelto direttori di gara “graditi all’Inter”. La novità di oggi, giovedì 30 aprile, riguarda gli interrogatori previsti in giornata a Milano. Ecco cosa sappiamo fin qui sull’inchiesta condotta dal pubblico ministero Maurizio Ascione, che pian piano si sta allargando a tutto il mondo arbitrale.
Oggi è il giorno degli interrogatori. Gianluca Rocchi però non si presenterà su consiglio del suo legale D’Avirro, che ritiene di non avere elementi sufficienti per costruire la difesa. “Non posso portare una persona all’interno di un interrogatorio – le sue dichiarazioni all’Adnkronos – senza sapere quali sono gli elementi d’accusa. Un domani, quando chiuderanno le indagini, avrò a disposizione gli atti del processo, e a quel punto avrò il quadro chiaro della situazione e quindi ce lo porterò. Oggi no”. Si è invece presentato il supervisore Var Andrea Gervasoni, che è stato ascoltato per quattro ore. “Mi sono messo a disposizione del magistrato e rimango ora in attesa. Ho dato tutte le risposte che dovevo”, ha detto Gervasoni ai cronisti, lasciando la caserma della Guardia di Finanza ‘Silvio Novembre’ di via Oglio, ribadendo di avere “rispetto per il lavoro dei magistrati”. Ricordiamo che il primo a ricevere avviso di garanzia è stato Rocchi, seguito da Gervasoni (entrambi si sono autosospesi dai rispettivi incarichi).
A loro si sono aggiunti l’assistente Daniele Paterna, al centro della bufera per un rigore prima negato e poi concesso, secondo l’accusa dopo pressione diretta di Rocchi, in Udinese-Parma, e altri due assistenti alla sala Var, ovvero Rodolfo Di Vuolo e Luigi Nasca. Il sospetto, in ogni caso, è che altri assistenti Var siano indagati, ma al momento resta un mistero l’identità, così come resta il giallo sulle persone “in concorso” che avrebbero, secondo i capi d’imputazione, contribuito ad alcune designazioni arbitrali ‘pilotate’ di fischietti che sarebbero stati graditi all’Inter. Per l’accusa Rocchi avrebbe combinato – con altri soggetti al momento non precisati – la designazione dell’arbitro Andrea Colombo per la partita Bologna-Inter dell’aprile 2025, vinta dai rossoblù 1-0. Altrettanto avrebbe fatto con la designazione del direttore di gara Daniele Doveri per la semifinale di Coppa Italia tra Milan e Inter, in modo da evitare per l’eventuale finale e per le partite successive di campionato la designazione dello stesso arbitro. Inoltre, in occasione della partita Udinese-Parma del primo marzo 2025 avrebbe violato il protocollo Var, che prevede l’autonomia delle sale di Lissone, bussando e inducendo la chiamata all’On field review dell’arbitro Fabio Maresca ai fini dell’assegnazione del rigore all’Udinese. Sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti ci sarebbero inoltre presunte pressioni sul Var in occasione di alcune partite, Inter-Verona della stagione 2023-24 (quella della gomitata di Bastoni a Duda, ndr) e Udinese-Parma dello stesso campionato. Tra le carte della Procura non ci sarebbero invece partite legate alla stagione in corso. Andrea Gervasoni è indagato sempre per frode sportiva perché durante Salernitana-Modena (8 marzo 2025) avrebbe fatto pressione sull’addetto Var Luigi Nasca.

