Accesso libero e parco sul mare Manfredi presenta la “sua” Bagnoli

Mare balneabile e ad accesso libero. Questa la promessa di Gaetano Manfredi sul futuro di Bagnoli. Un futuro che, ovviamente, ha un orizzonte successivo allo svolgimento delle regate della Coppa America, in programma per la prossima estate.
Ed è proprio guardando al dopo America’s Cup che il primo cittadino di Napoli illustra quello che, al termine degli interventi di risanamento, dovrebbe essere l’assetto del litorale dell’ex area industriale.
«Qui a Bagnoli – dice Manfredi – tutto l’accesso al mare sarà libero. La nostra idea è di dare in concessione i servizi, non l’accesso. Quindi si userà un modello di accesso libero, ovviamente ci sono poi dei servizi, cioè chi mette l’ombrellone, se tu te lo vuoi affittare, chi ti garantisce il chiosco se vuoi una bibita. Ma se vuoi portare il tuo ombrellone e sdraio puoi entrare».
Una soluzione “mista” che dovrebbe fugare i timori di quanti, soprattutto nel corso degli ultimi mesi, hanno ripetutamente denunciato una strisciante privatizzazione del litorale che, al termine dei lavori di risistemazione urbana, avrebbe finito per risultare un corpo estraneo, separato dal resto del quartiere. Risultato opposto a quello auspicato da quanti in questi anni si sono battuti per il recupero del vecchio sito industriale. Punto centrale del nuovo assetto di Bagnoli dovrà essere, sottolinea Manfredi, l’area della colmata, ovvero quella su cui si concentrano al momento le maggiori critiche per le modalità di intervento adottate.
«Stiamo facendo la sigillatura della colmata – spiega Manfredi – e si sta andando speditamente, sta andando avanti tutto il progetto di tombamento, è partito anche il dragaggio. Tutto quello che era previsto, e che poi è la parte più importante, sta procedendo regolarmente. Sulla colmata ci sarà una grande terrazza che adesso noi avvieremo. Essendo uno spazio molto grande, 200mila metri quadrati, la nostra idea è di fare un grande parco a mare che consenta da un lato la balneabilità, dall’altro anche una serie di servizi e di attività sportive o che consentono alle persone di sfruttare questo spazio bellissimo».
Il modello immaginato dal sindaco/commissario è quello newyorchese, dove recentemente è stato realizzato un parco fluviale lungo le sponde dell’Hudson.
Immagine, quest’ultima, che tuttavia non basta a rassicurare quanti temono che la mancata rimozione della colmata e, più ancora, le operazioni di dragaggio in corso possano aumentare anziché ridurre i rischi di pericolo ambientale e per la salute dei cittadini del quartiere.
Preoccupazioni che saranno portate nuovamente in piazza il prossimo 1° maggio, quando le strade di Bagnoli saranno attraversate da una nuova manifestazione di protesta organizzata da una rete di associazioni e movimenti.
«Siamo – si legge nel manifesto che promuove l’iniziativa – a un momento cruciale per il futuro di Bagnoli: da un lato Manfredi, Meloni e i loro lacchè sostengono, usando la scusa dell’America’s Cup, la cementificazione della Colmata e la realizzazione di un porto per ricchi che farà gli interessi di grandi gruppi come MSC. Dall’altro gli abitanti e la città lottano per la spiaggia e la bonifica, per la richiesta di lavori concreti e i propri bisogni di salute. Tutto questo accade mentre, sul piano locale, la crisi bradisismica continua e la richiesta di messa in sicurezza degli edifici diventa sempre più impellente».
Posizioni distinte e distanti, dunque. Mentre ogni possibilità di dialogo resta decisamente lontana.

Torna in alto