Un esercito di candidati, formato da otre seicento persone, che girerà in lungo e in largo la città alla ricerca del voto utile ad agguantare il tanto agognato seggio in consiglio comunale. C’è chi girerà di meno, vista la notorietà e l’esperienza già maturata sul campo, e chi invece sarà costretto a correre veloce.
Chi conosce ad esempio Abdou Aziz Mbaye, candidato nella lista leghista messa a punto dal consigliere uscente Dante Santoro? Anche sui social è difficile rintracciarlo. C’è qualche foto, qualche post scritto in francese e la bandiera del Senegal. Basta.
Che dire invece di Neculai Samson, il cui nome compare nella lista “Salerno per i Giovani”? Di lui si sa che è consigliere comunale di Pertosa, che ha origini romene e che non sembra avere proprio l’età che corrisponde alla ventata di freschezza che dovrebbe portare la civica deluchiana.
Cercare poi di individuare Alioune Ndiaye, candidato nella lista di diretto riferimento di Armando Zambrano, è un’impresa da titani. I profili social indirizzano ad omonimi che vivono tra Milano e Dakar.
Al contrario non c’è bisogno di attivare tecniche investigative all’avanguardia per scoprire che Antonio Fiore è il figlio di Nello Fiore, ex presidente dell’Asis e più volte aspirante consigliere regionale senza mai riuscirci tranne quando, suo malgrado, Nino Savastano fu costretto a cedergli il posto.
Ma Antonio è anche consigliere uscente progressista, dunque non ha più bisogno di essere presentato da suo padre.
Nella lista di paternità deluchiana compiono altri cognomi noti. C’è Valeria Caggiano, figlia dell’ex assessore socialista Plinio, e c’è Manuela Maria Siniscalco, figlia di Marco Siniscalco, l’avvocato il cui voto sancì la prima elezione a sindaco di Vincenzo De Luca. Era il 1993, Tangentopoli aveva travolto anche Salerno con l’arresto del sindaco Vincenzo Giordano, che si era dimesso il 23 marzo. Bisognava votare il suo successore, pena il commissariamento.
La sfida era tra De Luca (sostenuto da Pci e Pds) e Nicola Scarsi (Pri) scelto da Carmelo Conte. Michele Ragosta, contrario a De Luca, andò via poco prima del voto e a quel punto qualcuno pensa di andare a prendere a casa l’avvocato Siniscalco per portarlo a votare De Luca. L’operazione riuscì.
Nella lista dei verdi scissionisti di Avs c’è un’altra Ragosta: Marina, mentre nella civica dei centristi che hanno spaccato il Campo Largo compare Alessia Paravia, nipote dell’ex senatore Nino. Mentre nella civica A testa Alta c’è Michele Ferrante, nipote dell’ex assessore Mimmo De Maio.

