Finora sono stati solo allori e medaglie sul petto. Ma il (quasi) 70 per cento del bilancio regionale destinato alla sanità e l’uscita dal piano di rientro a pochi mesi dal suo insediamento non bastano ed anche per Roberto Fico è arrivato il momento di fare i conti con la realtà.
A ricordargliero ieri, sotto Palazzo Santa Lucia, sono stati i membri del Forum Diritti e Salute che hanno “inaugurato” la prima di una stagione di proteste contro il malfunzionamento della sanità campana che prima o poi scoppierà e il consiglio che il portavoce del Forum, Francesco Maranta, dà al nuovo governatore è di non fare «come lo “sceriffo” di Salerno, che ha sempre preferito farci parlare con qualche funzionario invece di confrontarsi direttamente con i cittadini. Venga ad ascoltare, senza filtri, come stanno davvero le cose». Come stanno davvero le cose?
Le liste d’attesa
Continuano ad allungarsi «senza fine» e se poi si aggiungono i posti letto «insufficienti», gli ospedali chiusi «che non riaprono» e il personale medico e paramedico che «continua a essere inadeguato rispetto ai bisogni reali», la situazione rispetto al passato non sembra essere migliorata. Nemmeno per quanto riguarda le visite specialistiche. «Al Santobono – dicono i manifestanti – sembra ormai possibile ottenere una visita solo in intramoenia, con costi elevati, mentre nel servizio pubblico i tempi di attesa diventano interminabili».
I pronto soccorso
«Veri e propri lazzaretti» coadiuvati da un servizio 118 «costantemente in affanno» con la conseguenza che sempre più persone si rivolgono a studi privati «aperti persino di notte, perché gli ambulatori pubblici funzionano per poche ore al giorno». E anche la guardia medica sembra essere «più simile a un ufficio amministrativo che a un presidio sanitario efficace».
La salute mentale
«La psichiatria viene troppo spesso ridotta a un semplice dispensario di pillole, priva di un reale supporto umano e territoriale», denuncia il Forum Diritti e Salute che non è l’unico a recriminare l’insufficienza del servizio.
La direzione generale per la Tutela della Salute e il Coordinamento del sistema sanitario regionale ai direttori generali delle Asl hanno infatti di recente limitato l’attività dei Centri di salute mentale alle dodici ore diurne sopprimendo il servizio notturno. A tale decisione si è opposta la Cgil Fp che, in una nota firmata dal segretario regionale Antimo Morlando, denuncia il rischio che tale scelta possa «smantellare modelli organizzativi che hanno garantito una copertura assistenziale estesa».
Solo nell’Asl Napoli 1 Centro, le prestazioni erogate nelle fasce notturne e festive sono state oltre 15.000 nel 2024 e hanno superato le 20.000 nel 2025. «Negli ultimi anni il comparto della salute mentale è stato penalizzato da un turnover insufficiente – aggiunge Morlando -. Siamo preoccupati che una visione puramente orientata al risparmio economico possa tradursi in un danno concreto per le fasce più vulnerabili della popolazione, privandole di presidi territoriali fondamentali».
I bimbi cardiopatici del Monaldi
Dopo il caso di Domenico e la sospensione dei trapianti pediatrici disposta dalla Regione, gli 825 genitori dei pazienti pediatrici accusano Fico di «silenzio istituzionale» perché a distanza di oltre dieci giorni dalla loro richiesta di incontro il governatore non ha ancora risposto e i bimbi sono ancora costretti a trasferirsi a Roma nonostante la convenzione con il Bambin Gesù.

