Protesta per il caro carburante: camionista travolto ed ucciso

All’alba di ieri, sull’A1 nei pressi di San Nicola La Strada, un camionista di 55 anni ha perso la vita investito da un’auto mentre partecipava al presidio degli autotrasportatori contro il caro-carburante. L’uomo, napoletano, si trovava a piedi sul ciglio dell’autostrada insieme ad altri colleghi per regolare il traffico qualche chilometro prima di Caserta Sud. Lui svolgeva un ruolo delicato: mantenere libera una corsia. Poi l’impatto: un’automobile sopraggiunta ad alta velocità lo ha travolto senza scampo. Il conducente si è fermato, ha tentato i soccorsi con chi era presente, ma ogni sforzo è risultato vano. È stato denunciato. Nel mentre che le autorità ricostruiscono la dinamica esatta la protesta, annunciata da varie sigle sindacali, si è bloccata. Doveva proseguire fino al 25 aprile. Gli autotrasportatori chiedono interventi urgenti contro l’impennata del gasolio, sopra i due euro al litro, derivante dalle tensioni geopolitiche innescate dall’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran. Una crisi che mette in ginocchio migliaia di piccole e medie imprese, costrette a viaggiare praticamente in perdita. I blocchi sull’A1 rappresentavano un allarme sociale ed economico, con il rischio di paralizzare la logistica italiana nel periodo pre-ponte. Ma la tragedia ha cambiato tutto. La notizia della morte ha sconvolto la categoria. Una vita spezzata mentre lottava per un lavoro dignitoso. Unatras non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali, ma fonti vicine parlano di lutto che interrompe simbolicamente ogni azione di protesta. Sui social e nei gruppi di categoria si moltiplicano i messaggi di cordoglio. Molti chiedono che la protesta non venga cancellata, ma trasformata in un presidio silenzioso in memoria del collega. Dopo l’incidente, il traffico ha subito rallentamenti tra Capua e Caserta Sud. Le forze dell’ordine hanno riaperto le corsie dopo poche ore. Hanno comunque raccomandato prudenza. I blocchi potrebbero ripresentarsi sia oggi che nei prossimi giorni. Maurizio Longo, segretario di Unatras, ha spiegato che il fermo era già iniziato quando si è verificata la tragedia. La vittima era un lavoratore con famiglia, circostanza che ha reso ancora più forte lo shock tra i colleghi. La mobilitazione, prevista per sei giorni, denunciava una situazione insostenibile: il rincaro del gasolio spinge molte aziende verso la crisi. Senza interventi mirati, avvertono le associazioni, lo stop delle attività potrebbe diventare inevitabile. La tragedia di Caserta ha momentaneamente fermato tutto, riportando al centro non solo le difficoltà economiche, ma anche il tema della sicurezza per chi lavora ogni giorno sulle strade. Anche Trasportounito ha annunciato ieri la sospensione immediata del fermo nazionale in segno di lutto. Maurizio Longo ha espresso il cordoglio di tutti, sottolineando quanto il destino di questi professionisti sia appeso a un filo. La sospensione immediata del fermo nasce dal dovere di stringersi alla famiglia della vittima, un padre di famiglia la cui assenza lascia in tutti un vuoto profondo. Le associazioni torneranno a breve a chiedere risposte, ma solo dopo aver onorato il collega.

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