Niente firma, Rufini e Iervolino ai saluti finali

Tanto rumore per nulla. La linea della prudenza – quella sposata fin dal primo giorno da questa testata giornalistica – alla fine è stata quella più vicina alla realtà dei fatti. Mai la Salernitana era stata venduta, come urlato ai sette venti da qualcuno in cerca di scoop a basso costo: come sarebbe stato possibile se un rogito non è stato mai sottoscritto? La verità è una sola ed è questa: c’è stata una trattativa, lunga ed articolata, che è sfociata in un preliminare carico di punti interrogativi e di clausole non rispettate ma alla fine la bolla di sapone è scoppiata.
Alla scadenza dell’accordo preliminare sottoscritto lo scorso 14 marzo ci si arriverà senza le firme per la vendita del club dalla Salerno Coast Investmen di Danilo Iervolino all’Antarees Srl di Cristiano Rufini.
Dopo due passaggi a vuoto precedenti la firma del rogito slitta ancora una volta. La volontà dell’attuale patron resta quella di cedere, non però a queste condizioni. La Salernitana resta così nelle sue mani, almeno per il momento, più in là si proverà a dialogare con nuovi imprenditori interessati all’acquisizione delle quote del club. Sullo sfondo i playoff, e un entusiasmo, tra squadra e tifoseria ritrovato, da provare a cavalcare. Questa in sintesi estrema la cronaca della giornata di ieri che non ha fatto registrare nemmeno il tanto atteso comunicato della Salerno Coast Investment, che potrebbe giungere oggi o al massimo domani. Sarebbe molto utile il suo contenuto per capire ancora meglio come siano andate le cose. Tutto lascia pensare che il dietrofront di Iervolino oltre che per alcune mosse un po’ azzardate di Rufini, sia stato determinato dalla consapevolezza della insussistenza di un progetto sportivo a medio termine ma soprattutto per il fatto che la Figc – al 99% – avrebbe bocciato la cessione della Bersagliera per una serie di osservazioni circa la solvibilità e l’onorabilità dell’acquirente (art. 20 bis delle Noif).

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