Non sarà presente in occasione delle prossime elezioni amministrative di maggio, ma è già una realtà che si sta strutturando sul territorio campano – attirando molti delusi della politica e, in particolare, del centrodestra – in vista dell’appuntamento congressuale di giugno: Futuro Nazionale, il partito fondato da Roberto Vannacci, sembra aver già messo solide radici in Campania, come sottolinea Lello Di Capua, punto di riferimento regionale in questa fase costituente.
Dopo l’apertura del tesseramento lo scorso 1° marzo, il partito fondato da Roberto Vannacci sta facendo registrare un vero e proprio record di adesioni, con circa 18mila iscritti dichiarati in un mese: una tendenza riscontrata anche in Campania?
«Sì, Futuro Nazionale sta riscuotendo veramente un successo a tratti inaspettato, per altri versi no perché la figura del generale è una figura attrattiva nella sostanza oltre che nella forma, ha dato di nuovo la voglia a tanti giovani e meno giovani di fare politica. Soprattutto ha restituito a tanti la voglia di cimentarsi in quelle che sono delle tematiche care ovviamente al mondo conservatore e, come dice il generale, alla vera destra».
Primo appuntamento in Campania il 22 aprile a Salerno.
«Il momento dell’incontro con il generale Vannacci, che sarà a Grand Hotel Salerno, per noi è una tappa fondamentale verso la prima assemblea costituente che si terrà a Roma il 13 ed il 14 di giugno. Noi ci saremo e stiamo organizzando questo evento cercando di dare il massimo, come nostro costume».
La fase costitutiva di Futuro Nazionale in Campania coincide con un momento di forte crisi del centrodestra, presentatosi diviso all’appuntamento elettorale con le amministrative di maggio. Che rapporti avrà il nuovo partito con la coalizione di centrodestra?
«È esattamente così, ci sono delle criticità nel centrodestra, le ultime regionali lo hanno palesato con chiarezza. Il posizionamento di Futuro Nazionale come soggetto esterno alla stessa coalizione di centrodestra, ma che non esclude alle prossime politiche di essere parte del centrodestra, ci lascia un po’ campo libero. Noi lavoriamo sui contenuti, sulle persone, su quella che è la sostanza delle problematiche che anche nella regione Campania dovranno essere affrontate. Ovviamente contiamo di entrare nelle istituzioni dalla porta principale per portare avanti le nostre istanze».
Se sulle tematiche nazionali il generale Vannacci è stato chiarissimo, a livello campano quali sono le priorità su cui lanciare una sfida ad centrosinistra e, perché no, anche fare concorrenza al centrodestra?
«È troppo facile parlare delle criticità della Regione Campania, un territorio martoriato da anni di gestione del centrosinistra, ad iniziare dalla sanità. Una crisi che è sotto gli occhi di tutti, sarebbe troppo facile strumentalizzare, ad esempio, quello che è successo al Monaldi. È evidente che c’è una responsabilità politica, chi doveva vigilare non l’ha fatto: c’è una responsabilità politica a livello di gestione e controllo dei procedimenti. Vogliamo poi parlare delle liste d’attesa lunghissime o delle difficoltà di accesso alle cure per le fasce più fragili, per gli anziani, ovvero per le persone che non possono permettersi di attendere per fare esami diagnostici? O di una emigrazione sanitaria verso le regioni del Nord riservata a chi può permetterselo? Ecco, noi dobbiamo assicurare servizi efficienti per tutti».

