Marenghi: «Coerenza e giustizia sociale per far ripartire Salerno»

Una orgogliosa rivendicare di rappresentare, anzi di essere, la coalizione di centrodestra – accompagnata da qualche stoccata all’indirizzo di Forza Italia – ed un attacco frontale a Vincenzo De Luca ed al modello di gestione realizzato a Salerno nel corso dell’ultimo trentennio: la conferenza stampa di presentazione della candidatura di Gherardo Marenghi a sindaco di Salerno è molto più che una tappa di un percorso politico destinato a culminare nel voto del prossimo 24 maggio. È al tempo stesso il tentativo di prospettare una visione, più che un programma, per la città, l’impegno a ribadire la solidità del centrodestra a Salerno ed in Campania – anche in vista delle elezioni politiche del prossimo anno – e l’occasione per rendere l’onore delle armi ad avversari politici come Roberto Fico e Franco Massimo Lanocita.
Ad affiancare Marenghi nella sala del Bar Moka ci sono il vice ministro degli Esteri Edmondo Cirielli, il senatore Antonio Iannone, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, il segretario regionale di Noi Moderati Gigi Casciello ed il commissario cittadino della Lega Dante Santoro. Quando basta per far dire a Casciello che «non ci sono dubbi, questo è il vero centrodestra, non altre iniziative pasticciate». Posizione ribadita con forza anche da Cirielli, che ricorda come sia stato il tavolo dei segretari regionali del centrodestra a stabilire che l’indicazione del candidato sindaco a Salerno sarebbe spettata a Fratelli d’Italia: «È stata poi Forza Italia – incalza il vice ministro – a cambiare idea e per motivi che nulla hanno a che fare con Salerno. Ma il centrodestra è un’idea, non si può rompere per una questione di poltrone».
Affondi che, tuttavia, lasciano ancora aperto uno spiraglio: «Ci sono ancora venti giorni – prosegue Cirielli – per sviluppare un ragionamento, del resto che senso ha essere divisi mentre ci si avvicina alle elezioni politiche?».
Al velato invito rivolto agli alleati fa da contraltare l’affondo contro De Luca. «Dopo più di venti anni – dice Gigi Casciello – è risibile che un signore che sembra venuto da Marte parli di rinnovamento della città». Ma ce n’è anche per chi ha scelto di abbandonare la compagine deluchiana alla vigilia dell’appuntamento elettorale di maggio: «A chi si inventa oggi oppositore – incalza il segretario regionale di Noi Moderati – dico che è in ritardo per la folgorazione sulla via di Damasco».
Un impegno di coerenza è, invece, quel che garantisce Gherardo Marenghi, qual che sia l’esito del voto: «La mia – dice – è una promessa solenne: non passerò mai dalla parte del potere, a differenza di quanto anno fatto altri. E se mi toccherà lavorare dai banchi dell’opposizione lo farò con coerenza e costanza».
Prima, però, c’è l’idea della città da (ri)costruire, una città in cui creare le condizioni per un nuovo dinamismo delle categorie produttive senza, tuttavia, dimenticare le fasce più deboli. E così arriva l’impegno all’elaborazione di un piano per il commercio da realizzare attrraverso il confronto con le categorie, al ripristino della sicurezza e del decoro nei quartieri, al lavoro per il diritto alla casa.
Ma prima ancora che sul programma è sulle motivazioni di un impegno che Marenghi ha voluto insistere: «È nella rassegnazione di alcuni – dice – che ho avvertito l’esigenza morale di un impegno, è dal vedere in crisi tutti i luoghi simbolo della città, che poi sono quelli legati alla mia vita».
Non manca, poi, una frecciatina agli alleati/rivali di Forza Italia: «Quella che mi sostiene – chiosa Marenghi – è una coalizione identitaria, quando si è fieri delle proprie origini non capisco perché ci si debba nascondere dietro un progetto civico».

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