Arrestato a Vietri sul Mare il boss Roberto Mazzarella

Come tutti i boss criminali, Roberto Mazzarella ha trascorso un anno e mezzo di latitanza non lontano da Napoli. Il quarto latitante più pericoloso d’Italia aveva scelto un resort di lusso a Vietri sul Mare, con tanto di vista panoramica sul golfo di Salerno e della Costiera Amalfitana.

Quando all’alba di ieri, i carabinieri del nucleo investigativo di Napoli hanno fatto irruzione nella camera in cui viveva con sua moglie e i suoi due figli, Mazzarella non ha fatto alcuna resistenza. Il resort era sorvegliato a distanza dallo Squadrone Eliportato “Cacciatori di Calabria”, dalle Api (aliquote di Primo Intervento) di Napoli e da una motovedetta della Capitaneria di Porto di Salerno, che ha presidiato lo specchio d’acqua per evitare tentativi di fuga via mare: il latitante era spacciato.

Gli inquirenti erano sulle sue tracce da diversi mesi, poi – nelle ultime settimane – la svolta con la scoperta del nascondiglio avvenuta grazie ad un attento monitoraggio dei social dei parenti e dei flussi economici dei familiari più vicini.

Roberto Mazzarella non aveva rinunciato agli agi neanche durante la sua latitanza e la scelta del resort di lusso ne è la testimonianza. Così come lo sono anche i tre orologi di lusso e i circa 20mila euro in contanti sequestrati dai carabinieri insieme a documenti falsi e smartphone.
Nella suite in cui alloggiava sono stati trovati anche alcuni manoscritti su cui sarebbe stata annotata probabilmente la contabilità del clan, che ora è al vaglio degli inquirenti.

Gli investigatori dovranno anche capire se quello di Vietri è stato l’unico nascondiglio del boss da quando, il 28 gennaio 2025, Roberto Mazzarella è sfuggito ad un’ordinanza di custodia cautelare per l’omicidio di Antonio Maione, ucciso in un agguato all’interno di una salumeria di Napoli il 15 dicembre del 2000 per vendicare la morte di suo padre Salvatore, figura di vertice dell’omonimo clan.

A far convergere le indagini della Dda di Napoli su Roberto Mazzarella furono le dichiarazioni di numerosi collaboratori di giustizia: dall’ex narcos di San Giovanni a Teduccio, Antonio Costabile “’o cerrano” all’ex boss Umberto D’Amico, Tommaso Schisa e a Luisa De Stefano “la pazzignana”.

«Ci tenevo particolarmente a farvi i miei complimenti per l’operazione che avete compiuto. Sono orgoglioso e fiero di carabinieri come voi», è il messaggio con cui il comandante generale dei carabinieri, Salvatore Luongo, si è complimentato con i militari che hanno arrestato il capoclan.

Ma dichiarazioni di soddisfazione sono arrivate anche dal mondo politico. «La cattura del boss latitante Roberto Mazzarella rappresenta un risultato di straordinaria importanza nella lotta alla camorra e un segnale chiaro della presenza e della forza dello Stato sul territorio», ha detto il vicepresidente della commissione bicamerale d’inchiesta sulle Ecomafie, Gimmi Cangiano.
Mentre il sindaco di Vietri, Giovanni De Simone, ha voluto ribadire che la sua «è e resta una comunità fondata sulla legalità».

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