Benevento, Gennaro Santamaria si dimette dal dirigente

Si è dimesso Gennaro Santamaria. Il dirigente del Comune di Benevento, arrestato lunedì scorso dai carabinieri mentre intascava una presunta tangente di quattromila euro da un geometra, titolare di uno studio di progettazione nel capoluogo sannita, ha rassegnato ufficialmente le sue dimissioni dall’incarico. E non poteva fare altrimenti per due motivi.

Uno: Santamaria era stato già sospeso dopo l’arresto dal sindaco Clemente Mastella.
Due: le dimissioni potrebbero essere utili alla strategia difensiva dei suoi avvocati, Antonio Di Santo e Andrea De Longis, per chiedere al Tribunale del Riesame la scarcerazione o, in alternativa, la detenzione domiciliare.
L’udienza dinanzi al Tribunale della Libertà è fissata il prossimo 10 aprile, ma su Santamaria grava quanto scritto dal gip Maria Amoruso nella sua ordinanza di convalida dell’arresto.

Il magistrato ha più volte sollineato la «scaltrezza» mostrata dall’ex dirigente nel chiedere al geometra di non portare con sé il cellulare durante i vari incontri in cui Santamaria gli avrebbe chiesto una tangente di 70mila euro per sbloccare le pratiche ferme da anni all’ufficio tecnico. Ma anche la «disinvoltura» con cui avrebbe «pressato» la presunta vittima pur di ottenere il denaro.

«Zero vale zero», gli avrebbe ripetuto a fine gennaio per fargli capire che se non avesse pagato non avrebbe ottenuto alcuna velocizzazione delle pratiche. Perché, anche se Santamaria ha ribadito al gip – tramite i suoi legali – di aver fatto tutto da solo, tuttavia nelle registrazioni audio l’ex dirigente parla di «altri amici» e di una sorta di rapporto di «linearità e fluidità». Rapporto su cui la procura di Benevento intende fare chiarezza.

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