Benevento, Gli amici di Santamaria. L’inchiesta si allarga

Gennaro Santamaria, il dirigente sospeso dal Comune di Benevento, arrestato in flagranza mentre intascava una mazzetta di quattromila euro, ha fatto tutto da solo oppure è stato aiutato da altri funzionari comunali?
Nell’interrogatorio dinanzi al gip Maria Amoruso, in cui si è avvalso della facoltà di non rispondere, Santamaria ha fatto sapere, tramite i suoi avvocati Antonio Di Santo e Matteo De Longis, che la vicenda riguarda solo lui e non l’attività amministrativa dell’ente. Però nell’ordinanza, il gip accenna ad un quadro se non completamente diverso quanto meno indicativo di un possibile allargamento delle indagini.

I 70mila euro
I quattromila euro, segnati dai carabinieri e consegnati all’interno dell’auto del dirigente, sarebbero stati la prima trance dei complessivi 70mila euro che sarebbero servite a sbloccare le nove pratiche ferme al comune. Il gip scrive che «il calcolo era stato fatto dai tecnici competenti (che evidentemente hanno effettuato una valutazione del tipo di opera) e che era proporzionato rispetto all’oggetto dell’attività». Ciò giustificherebbe anche la frase registrata durante l’incontro del 29 gennaio scorso, quando di fronte alle lamentele dell’imprenditore, il dirigente gli avrebbe risposto «zero vale zero», come a dire “senza soldi niente pratiche”.

I lavori all’Università
Le istanze presentate nel 2023 e nel 2024 dall’imprenditore all’ufficio tecnico del Comune di Benevento non risultavano nemmeno istruite. Da quando era cambiato il dirigente, oltre ai ritardi, ne era stata annullata anche un’altra. E’ a quel punto che sarebbe entrato in gioco Gennaro Santamaria che, in un primo momento, si offre di aiutarlo salvo poi procedere con le richieste che procura e gip ritengono «vessatorie». L’imprenditore e il dirigente si erano conosciuti quando il primo era impegnato in alcuni lavori presso l’Università “Giustino Fortunato”. L’imprenditore racconta agli inquirenti che in quella occasione, tramite un altro dirigente comunale, fu convocato da Santamaria che lo avrebbe «indotto» a lasciare l’incarico «perché doveva essere nominato un altro tecnico» ma anche perché rinunciando «avrebbe mantenuto buoni rapporti con l’amministrazione». Da quel momento sarebbero seguiti due incontri nella primavera del 2025, durante i quali Santamaria gli avrebbe garantito il suo aiuto.

«La figura di merda»
I continui rifiuti dell’imprenditore di fronte alla richiesta di 70mila euro avrebbero fatto arrabbiare Santamaria che, nell’audio del 29 gennaio scorso, avrebbe tuonato: «Ora come la vuoi mettere! Dopo che mi hai fatto fare una figura di merda! Ora come la vuoi risolvere la questione? Mi dici zero e io vado a dire zero». A chi avrebbe dovuto riferire? Era solo una millantazione quella di Santamaria o «il consolidato sistema concussivo» di cui parla il gip comprendeva altri funzionari pubblici? Ebbene, se è «riuscito a trarre indebiti vantaggi economici» sarebbe stato «anche grazie all’ausilio di amici».

I rapporti di Santamaria
«Quando faccio queste cose con altri amici, c’è tutta una linearità, una fluidità», dice Santamaria che, nel corso della sua vita, ha ricoperto vari incarichi. Prima di approdare come dirigente al Comune di Benevento, è stato segretario provinciale dell’Udc, consigliere ed assessore del comune sannita, ma anche componente del consiglio nazionale dell’Anci e membro del cda dell’Alto Calore (che gestisce il servizio idrico in Irpinia e nel Sannio) e della Soresa (la centrale acquisti della Regione Campania per la spesa sanitaria). Prima ancora è stato funzionario amministrativo del gruppo consiliare Udc alla Regione Campania e Molise, del gruppo parlamentare Udc alla Camera dei Deputati e, dal 2015 al 2018, capo della segreteria del ministero dell’Ambiente sia con il ministro Gianluca Galletti (Udc) che con Sergio Costa (M5S). Un curriculum che traspare anche dalle intestazioni delle trenta buste da 5mila euro ognuna trovate a casa sua.

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