Fico tra il nuovo piano ospedaliero e la grana del Monaldi

Tra un anno e mezzo la Regione Campania avrà il suo primo assessore alla Sanità. Lo annuncia Roberto Fico, dopo aver ottenuto dal ministero della Salute l’autorizzazione per uscire dal piano di rientro.
Il governatore, che come il suo predecessore ha deciso di tenere per sé la delega alla sanità, si è detto pronto a nominare un assessore al ramo ma solo dopo aver predisposto il nuovo piano ospedaliero sulla riorganizzazione della sanità campana.

«Adesso dobbiamo, come sempre, lavorare seriamente sulla sanità, in modo molto strutturato, scrivere il piano ospedaliero della Regione Campania, lavorare sulla sanità territoriale, sulle case di comunità, gli ospedali di comunità, sulla telemedicina, lavorare sulla rete di emergenza urgenza ed è quello che farò – ha detto -. Per ora la delega alla sanità la mantengo, perché devo impostare un lavoro per come lo ho in mente e conosco bene la strada che dobbiamo percorrere, poi probabilmente in diciotto mesi potremo avere un assessore».

Ma se da Roma la buona notizia ha trasmesso ottimismo, è da Napoli che continuano ad arrivare i problemi. Dal Monaldi in particolare.
L’ospedale dell’azienda dei Colli, finito sotto i riflettori della procura ma anche della Direzione generale della sanità della Regione dopo la morte del piccolo Domenico Caliendo, continua a far parlare di sé ancora una volta in termini negativi.
Dopo lo scontro tra la famiglia Caliendo e i vertici dell’azienda dei Colli sulla richiesta di risarcimento danni da tre milioni, sull’ospedale collinare si abbatte un’altra tempesta.

L’avvocato Francesco Petruzzi, che rappresenta la famiglia Caliendo, ha fatto sapere che è in procinto di presentare altre tre richieste di risarcimento all’ospedale Monaldi. Si tratta sempre di richieste «di componimento bonario», come ha spiegato il legale all’Ansa, ma riguardano «la morte di altri tre bimbi verificatesi al Monaldi, uno dei quali sottoposto a trapianto di cuore, determinate da un’infezione da batterio nosocomiale».

Le richieste, che ammontano complessivamente a dieci milioni di euro, riguarderebbero la morte di una bimba nata il 29 settembre 2020, trapiantata il 26 agosto 2021 e deceduta il 28 marzo 2023, di una neonata di quattro mesi morta il 24 aprile 2021 dopo essere stata sottoposta a un intervento di cardiochirurgia e di un bimbo, anche lui sottoposto a un intervento di cardiochirurgia, nato il 6 settembre 2021 e deceduto il 23 agosto 2022, qualche giorno dopo essere stato trasferito in un’altra struttura ospedaliera.
«Erano tutti pazienti del cardiochirurgo Guido Oppido», dice l’avvocato riferendosi al primario indagato per omicidio colposo e di aver falsificato la cartella clinica nella storia di Domenico.

Il Monaldi viene accusato dall’avvocato di non avere un’assicurazione. «Mi è stato riferito dall’ufficio affari legali – ha detto ancora Petruzzi – dalla coordinatrice del comitato valutazioni sinistri, che la compagnia che assicurava il Monaldi aveva chiesto 14 milioni di euro per la polizza ed è già da qualche anno che sono senza assicurazione».
Intanto, Fico ieri ha detto che la Regione si costituirà parte civile nel processo sulla morte di Domenico ma ha anche ribadito che per il momento non chiederà le dimissioni dei vertici.

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