È arrivato il momento dello scontro tra la famiglia del piccolo Domenico Caliendo e la direzione generale dell’azienda dei Colli. Accuse repliche e controrepliche che segnato una frattuta insanabile.
Da un lato c’è l’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, che pubblica una lettera aperta in cui si parla della richiesta di risarcimento da tre milioni per la morte di Domenico, inviata all’azienda senza mai avere risposta.
Dall’altro l’ospedale fa sapere di aver ricevuto una richiesta risarcitoria «non negoziabile ed espressamente riservata». Tuttavia è la stessa direttrice generale Anna Iervolino a garantire che «ci sarà un risarcimento, perché ci sono delle responsabilità di medici dell’ospedale, ma il quantum e il quando lo decidono l’ufficio legale del Monaldi a cui la richiesta è stata rinviata». L’ufficio legale starebbe infatti valutando la richiesta.
A quel punto l’avvocato incalza e rivela che si tratta della seconda richiesta, inviata il 24 marzo, dopo che la prima (datata 10 marzo) era rimasta inevasa.. «Tutte documentate tramite pec – chiarisce e tutte senza risposta». Sarebbe caduta nel vuoto anche la proposta di un incontro per aprire una trattativa.
«Non può pertanto parlarsi di mancata apertura di una trattativa, in assenza di un effettivo spazio negoziale nella proposta ricevuta – replica ancora Anna Iervolino -. Sorprende, inoltre, che una comunicazione qualificata come strettamente riservata venga oggi utilizzata in sede pubblica, con modalità che non appaiono coerenti con la natura dell’interlocuzione stragiudiziale e che non favoriscono un confronto sereno nelle sedi proprie con l’avvocatura dell’Azienda.ù
La direttrice dice anche di sentirsi «sorpresa e delusa dall’avvocato della famiglia, per le parole usate. C’è una forte distanza tra i suoi comportamenti e quelli della famiglia. La mamma Patrizia mostra grande dignità nei rapporti con noi e per questo merita grande rispetto».
L’avvocato, insomma, viene accusato di aver posto in essere una «evidente strategia di esposizione mediatica della vicenda».
Qualche ora dopo però è proprio Patrizia Mercolini a ribadire che «ogni dichiarazione resa dal nostro avvocato è sempre dai noi richiesta e condivisa». Mentre l’avvocato Petruzzi rilancia e denuncia un «tentativo da parte del Monaldi» di creare una frattura tra la famiglia ed il legale stesso, avendo contattato direttamente i genitori di Domenico e non il suo studio legale.
A quel punto cala il silenzio e alla Iervolino non resta che continuare a proteggere l’azienda ed il lavoro svolto. Ribadisce l’importanza della convenzione stipulata con il Bambin Gesù – «abbiamo già fatto quattro interventi» – e di proteggerne il buon nome del Monaldi. Nonostante le difficoltà. «Noi abbiamo cardiochirurghi al Monaldi, che però non hanno ancora la forte esperienza necessaria per interventi di alta specializzazione – spiega -. I primi operatori erano il dottor Oppido e la dottoressa Farina che sono stati sospesi. I giovani stanno maturando e anche per questo la convenzione é utile e necessaria».
Da cosa dipende questa carenza?

