Massimo Vassallo: “Rispettiamo la sentenza ma resto perplesso”

Ilaria Criscuolo esce dall’aula con le lacrime agli occhi. Non ci crede neanche lei. «Agostino. Prosciolto», dice parlando al telefono con il collega Agostino De Caro, che per altri impegni professionali non ha potuto attendere la decisione del gup.
Trema come una bambina. Ha appena finito di parlare con Fabio Cagnazzo, a cui ha riferito la notizia del suo proscioglimento. «Non l’ha capito ancora neanche lui – dice – nel senso che ha avuto un attimo di silenzio. Conoscendolo fra poco mi chiamerà per dirmi di aver sognato qualcuno che gli diceva di essere stato prosciolto».

«Sono soddisfatto e pienamente convinto del buon operato dei giudici ma soprattutto dell’innocenza di Cagnazzo che è stata dimostrata» è il commento di Agostino De Caro.

Ma, se quelle dell’avvocato Criscuolo sono lacrime di gioia, Massimo Vassallo (nella foto) fa davvero fatica a trattenere il suo dolore.
«C’è un po’ di amarezza – ammette – ma le sentenze vanno rispettate. Paradossalmente – aggiunge – vengono rinviati a giudizio gli altri tre, mentre Cagnazzo rimane fuori».
Non nasconde la sua perplessità visti i «legami tra Cioffi e Cagnazzo» e ricorda i giorni sussessivi all’omicidio, «gli atteggiamenti di Cagnazzo» in particolare».

Per la famiglia Vassallo il processo verso la verità non è ancora finito. «Certo – conclude Massimo – si perde un pezzo importante di questa inchiesta a cui la Procura ha dedicato quindici anni e mi sembra assurdo il proscioglimento».

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