Monaldi, che fine ha fatto il progetto del Centro unico trapianti?

Il Monaldi ha adottato tutte le misure necessarie per evitare la morte del piccolo Domenico Caliendo? L’organizzazione era adatta a scongiurare la disgrazia? E perché non è mai stato realizzato il Centro unico Trapianti?

E’ questa la domanda principale su cui dovrà fare chiarezza l’ispezione straordinaria regionale avviata nell’ospedale collinare per acquisire tutta la documentazione relativa all’organizzazione e all’operato della direzione ospedaliera anche precedente all’arrivo di Domenico in ospedale.

Per anni il quarto piano dove è stata affissa la targa “Centro Trapianti” è stato interessato da lavori di ristrutturazione andati a rilento, che hanno relegato pazienti arruolati e seguiti nella fase di “follow up” post trapianto in qualche stanza del piano terra. Attualmente i lavori sono stati completati, ma il reparto non risulta ancora assegnato e dunque resta inutilizzato. Perché?

Eppure, nel progetto che accompagnava il finanziamento di 3,4 milioni dell’ex giunta De Luca nel 2021 era previsto la realizzazione di un reparto completamente nuovo e dedicato al CRT e di una serie di presidi dedicati al percorso trapiantologico. Il progetto iniziale prevedeva anche l’inglobamento della medicina interna ad indirizzo Infettivologico e dei Trapianti, che attualmente si trova stesso piano del reparto di Medicina interna, dove vengono ricoverati i pazienti trapiantati e immunodepressi che hanno sviluppato patologie da ricovero.
Cosa è stato fatto dal 2021?

L’anno successivo allo stanziamento delle risorse pubbliche, il direttore generale dell’azienda dei Colli, Anna Iervolino, stipula un protocollo di intesa tra l’azienda e il Centro Regionale Trapianti (che da due anni è stato trasferito presso la sede operativa dell’azienda dei Colli con decreto del commissario ad acta, cioè l’allora governatore De Luca), per istituire un Nucleo di Supporto «per l’assolvimento dei procedimenti amministrativi, gestionali, logistici e tecnici afferenti al CRT e finalizzati all’adozione dei provvedimenti di competenza del CRT».

Per coordinare le attività del Nucleo di Supporto viene nominata Sabrina Bassolino, ingegnere e già direttore della Pianificazione e Controllo Strategico dell’azienda dei Colli. La Bassolino è anche referente amministrativo del Centro regionale Trapianti, che frattanto ha un nuovo coordinatore: Pierino Di Silverio, quale responsabile Centrale Operativa CORT del Centro Trapianti ed eletto nel 2022 segretario nazionale dell’Anaao Assomed (il principale sindacato dei medici e dei dirigenti sanitari).

Di Silverio, ad inizio 2025, invia una nota alla Direzione Pianificazione e Controllo Strategico per chiedere la liquidazione del progetto Centro Regionale Trapianti e Servizio Divulgazione Organi e Tessuti, nonché del Nucleo di Supporto e del suo referente.
L’importo complessivo della progettualità del 2024 è di 275mila euro, che arriva a 363.825 comprensiva degli oneri fiscali. L’importo risulta essere stato «rideterminato» per via «della nomina del nuovo coordinatore (cioè Di Silverio stesso; ndr) e della riorganizzazione della rete regionale». La nota di liquidazione (relativa al secondo semestre, perché il primo è già stato erogato) riguarda i compensi professionali: 211.533 euro, di cui 160mila ai componenti, quasi 38mila euro di contributi previdenziali e 13.600 euro di Irap.

La nota di liquidazione viene approvata il mese successivo con una determina firmata dal direttore della Pianificazione e Controllo Strategico, Sabrina Bassolino che, essendo anche referente del Nucleo di Supporto, si autoliquida la somma di 15mila euro lordi (oltre ai contributi Inps e Irap). Per Di Silverio il compenso è 21.750 euro lordi, oltre i contributi.

Come è stata riorganizzata la rete regionale, visto che il reparto del Centro unico Trapianti non è stato mai realizzato e quello attualmente esistente non avrebbe neanche le autorizzazioni regionali per operare?

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