Epatite A, crescono i contagi. Vietato vendere cozze crude

Ormai il numero dei ricoverati per epatite A all’ospedale Cotugno è diventato quasi un bollettino medico.
Ieri 14 nuovi casi e 50 le persone ricoverate, ma le loro condizioni – fa sapere la direzione generale dell’azienda dei Colli – non sono critiche.

Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi ha firmato un’ordinanza che vieta la vendita di cozze e di pesce crudo.
Lo stesso ha fatto il sindaco di Acerra, Tito d’Errico, perché anche nei territori dell’Asl Napoli 2 Nord, da inizio gennaio sono stati registrati 76 casi con un incremento di dieci volte rispetto alla media delle segnalazioni nello stesso arco di tempo negli ultimi 10 anni.

Tra i napoletani cresce dunque la paura. Al punto da spingere l’Abc (l’azienda speciale che gestisce il servizio idrico) a diramare una nota per rassicurare che il virus non è presente nelle acque distribuite in città, in quanto «provengono – dichiara il direttore generale Sergio De Marco – nella loro totalità da fonti sotterranee naturalmente protette, una condizione che rende estremamente improbabile la presenza del virus dell’epatite A (HAV)». E spiega che le reti idriche sono dotate di un sistema di disinfezione continuo ed efficace e che «tutti i parametri monitorati confermano una costante sicurezza microbiologica dell’acqua e la conformità agli standard di qualità, escludendo rischi di natura virologica».

Per quanto si cerca di contenere gli allarmismi l’associazione dei medici di famiglia (Fimmg Napoli) richiama l’attenzione sull’importanza della vaccinazione, sulla prevenzione e su una chiara e corretta comunicazione.
«È importante evitare allarmismi – dichiara Luigi Sparano – ma non abbassare la guardia».

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