Il giorno in cui, nello studio del notaio Roberto Dante Cogliandro, viene ufficialmente costituita la Fondazione Domenico Caliendo, al primario del Monaldi Guido Oppido (già indagato per omicidio colposo per aver impiantato il cuore danneggiato) viene notificato dalla procura di Napoli l’invito a rendere interrogatorio preventivo.
C’è una nuova accusa formulata dal pm Giuseppe Tittaferrante, che lo spinge a chiedere la sospensione dell’attività medica per Guido Oppido, su cui – dopo l’interrogatorio previsto a fine mese – dovrà decidere il gip.
Il primario è accusato di aver falsificato la cartella clinica compilata il 23 dicembre scorso, a poche ore di distanza dal trapianto del cuore andato male. La stessa accusa travolge anche la sua collaboratrice Emma Bergonzoni, la cui firma è in calce a quella stessa cartella su cui già l’avvocato della famiglia Caliendo, Francesco Petruzzi, aveva sollevato forti dubbi.
Sono gli orari riportati e sottoscritti da entrambi i medici che non hanno convinto l’ufficio diretto dal procuratore aggiunto Antonio Ricci.
Dalla cartella (mostrata anche lunedì sera da Massimo Giletti nella trasmissione Rai “Lo Stato delle Cose”) si evince che il primario avrebbe eseguito il clampaggio dell’aorta di Domenico alle 14.18 e che il cuore da sostituire sarebbe stato tolto intorno alle 14.30, quando cioè nella sala operatoria del Monaldi sarebbe arrivato anche il cuore espiantato in mattinata a Bolzano dalla dottoressa Gabriella Farina (indagata insieme ad Oppido e altri sei medici).
Invece, secondo la procura di Napoli il cuore di Domenico sarebbe stato espiantato prima delle 14.30. I dati di tutte le attività investigative condotte finora smentirebbero gli orari riportati nella cartella clinica. Prima fra tutti l’esame autoptico effettuato sul corpicino di Domenico ma anche le testimonianze raccolte dagli investigatori e le sommarie informazioni riferite dal personale presente in sala operatoria.
Diverse settimane fa, dagli stralci delle sommarie informazioni raccolte dai Nas, diretti dal colonnello Alessandro Cisternino, era venuta fuori una conversazione informale – ma dai toni molto accesi – risalente al 10 febbraio scorso a cui presero parte anche Oppido e Bergonzoni (oltre che la dottoressa Farina e altri sanitari), in cui si parlava proprio dell’orario del clampaggio, fissato alle 14.18 quando invece la telefonata della dottoressa Farina che annunciava il suo arrivo in ospedale era stata effettuata alle 14.22. La sanitaria ascoltata racconta di avere segnato nella cartella CEC (che contiene i dati relativi alla circolazione extracorporea) lo stesso orario riportato dal suo cellulare e dalla macchina cuore-polmoni.
Ieri intanto i Nas hanno sequestrato il cellulare di una perfusionista (non indagata) che avrebbe ripreso quanto accaduto il 23 dicembre proprio in sala operatoria.
Frattanto in procura venivano sentiti di nuovo i genitori di Domenico. Patrizia Mercolino ha ricostruito nei dettagli tutta la vicenda clinica cominciata con la telefonata del 22 dicembre per annunciare la disponibilità di un cuore nuovo per Domenico fino alla tragica morte del piccolo avvenuta il 21 febbraio dopo due mesi rimasto attaccato all’Ecmo.

