E’ scontro aperto tra FI e Fdi. Saltano i tavoli provinciali

La Lega se la ride e si mette da parte perchè adesso sul campo di battaglia restano solo Fratelli d’Italia e Forza Italia. Lo scontro è talmente duro che potrebbe riflettersi anche sui tavoli provinciali chiamati a scegliere i futuri sindaci della coalizione di centrodestra.

E la prima testa che potrebbe saltare è proprio quella di Nicola Campitiello, papabile candidato sindaco di Pagani (Salerno) del progetto civico “Pagani 2030 – Progetto Cittadino”, appoggiato da Fratelli d’Italia, ma soprattutto cognato di Edmondo Cirielli.

Sarebbe il viceministro agli Esteri il regista dell’operazione che ha soffiato la seconda commissione speciale (Mare, Bradisismo e Grandi Eventi) ai forzisti per assegnare al leghista Massimo Grimaldi, mentre Gennaro Sangiuliano sarebbe il suo braccio operativo in consiglio regionale.


Nessuno lo conferma. Neanche il coordinatore regionale di Forza Italia, Fulvio Martusciello, che nega una eventuale ripercussione sui tavoli provinciali dei Comuni prossimi al voto. Però i segnali ci sono tutti, così come le coincidenze ed anche i malumori raccolti tra gli arrabbiati più che i delusi.


Anche perché, non bastava lo smacco incassato dai forzisti sulle commissioni parlamentari – assegnate seguendo il manuale Cencelli anziché la conta dei voti – adesso Fratelli d’Italia aspira anche ad avere il capo dell’opposizione.


Una richiesta logica e scontata, secondo gli esponenti del partito di Governo nazionale: se questo ruolo era di Cirielli prima che si dimettesse da consigliere regionale per tornare a Roma, sarebbe logico che il testimone passasse ad un altro consigliere dello stesso partito.
E chi meglio di Sangiuliano – già capogruppo di Fdi – potrebbe farlo? Del resto l’ex ministro della Cultura ha già ottenuto di inserire i Grandi Eventi nella commissione Mare che, guarda caso, è andata al Carroccio e che ieri ha avuto anche l’appoggio del segretario leghista campano Gianpiero Zinzi.


Ma Martusciello non ci sta a subire il secondo smacco e allora rivendica il ruolo di capo dell’opposizione al consigliere eletto con più voti: il forzista Massimo Pelliccia con 17mila preferenze circa, seguito da Ira Fele con circa 15 mila voti.
«Sono dati chiari, che rappresentano un consenso reale espresso dagli elettori – spiega Martusciello -. Il capo dell’opposizione deve essere riconosciuto prima di tutto dai cittadini. È il voto popolare che dà legittimazione politica a quel ruolo e partire da questo criterio significa dare un senso a quella figura ed evitare logiche di palazzo».


Ma le presunte logiche di palazzo, tirate in ballo dal coordinatore forzista campano, potrebbero anche bypassare i numeri. Perché se è vero che «Forza Italia – come ricorda Martusciello – rappresenta oggi la forza principale dell’opposizione in consiglio regionale», è pur vero che Fratelli d’Italia si accinge a combattere un battaglia tutta interna a se stessa che si chiama Marco Nonno.


Appassionato di Mussolini e del saluto romano, eletto a sopresa segretario di Fdi a Napoli, è Nonno il primo dei non eletti che dovrebbe subentrare al viceministro. Marco Nonno ha solo un problema, anzi due: una condanna a due anni passata in giudicato per resistenza a pubblico ufficiale (durante gli scontri a Pianura del 2008 contro la discarica) ed è poco inviso a Cirielli.


Ironia della sorte è Martusciello a difendere sia Nonno che il suo ingresso in consiglio, dicendo che «se qualcuno si opporrà Forza Italia lo impedirà», lasciando intendere che c’è qualcuno in Fratelli d’Italia che rema contro.

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