Caro carburante, il Governo: Taglio alle accise o accise mobili

Il rischio che il protrarsi del conflitto in Medio Oriente possa avere ripercussioni sui settori produttivi è serio.


Nella riunione di ieri della Commissione Allerta Rapida, convocata dal Mimit per analizzare i possibili effetti dell’escalation delle tensioni geopolitiche sui mercati energetici e sui prodotti di consumo, a cui hanno partecipato il Garante dei Prezzi e varie associazioni di categoria dei carburanti, il ministro Adolfo Urso ha dichiarato che l’aumento dei prezzi di benzina e gasolio è nella media europea. Anche se il gasolio ha subito il rincaro maggiore con una quota internazionale che si è assestata sul 33,7 centesimi al litro.


Per evitare ulteriori aggravi ai danni dei consumatori, il Governo sta valutando due diverse strade da percorrere.
La prima riguarderebbe l’applicazione dell’accise mobili, cioè l’extragettito Iva incassato dallo Stato per via dei rincari verrebbe utilizzato per effettuare tagli all’imposta sui prodotti energetici. E, se fosse applicata subito, si avrebbe una riduzione di almeno 4,5 centesimi al litro.


La seconda mirerebbe invece al taglio delle accise di almeno 30 euro, così come aveva proposto l’ex presidente del Consiglio Mario Draghi dopo lo scoppio della guerra in Ucraina. Operazione quest’ultima che avrebbe sicuramente un impatto più significativo, ma che costerebbe allo Stato circa un miliardo di euro al mese: troppo per il bilancio italiano.


Intanto che il governo decida quale strada percorrere, i Paesi del G7 hanno sbloccato parte delle riserve strategiche di carburante, che però resta una soluzione tampone.

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