C’è bisogno di tempo. Di quanto non si sa, ma il collegio del Riesame di Salerno, che dovrà decidere sull’esistenza o meno dei gravi indizi di colpevolezza a carico di Fabio Cagnazzo, accusato di concorso nell’omicidio di Angelo Vassallo, dovrà valutare tutti i punti messi in discussione a fine gennaio dalla Cassazione. Primo fra tutti: l’attendibilità dell’ex collaboratore di giustizia Romolo Ridosso, che più volte ha cambiato versione sul movente dell’assassinio nei diciannove interrogatori resi ai pubblici ministeri.
L’impressione è che i giudici del collegio del Tribunale delle Libertà (Mancini presidente, Amoresano e Zampoli a latere) siano orientati ad emettere un’ordinanza già motivata.
Nel senso che non dovrebbero limitarsi solo alla mera decisione relativa all’accoglimento o meno delle carenze sollevate dalla Cassazione, ma preferirebbero emettere un provvedimento completo che spieghi anche, cioè, i motivi della decisione presa.
Potrebbero dunque passare giorni o anche una settimana e più, sapendo benissimo che c’è una deadline che andrebbe rispettata: quella del 27 marzo prossimo. A fine mese infatti è stata fissata la quinta ed ultima udienza della fase preliminare durante la quale il gup Giuseppe Rossi dovrà decidere se rinviare o meno a giudizio il colonnello dei carabinieri Cagnazzo, l’ex brigadiere Lazzaro Cioffi e l’imprenditore dei cinema Giuseppe Cipriano.
Appare chiaro che, più degli altri imputati, il destino di Fabio Cagnazzo è strettamente legato alla decisione del collegio del Tribunale del Riesame che, dopo la discussione degli avvocati De Caro e Criscuolo, non si era ancora ritirato in camera di consiglio.

