Lo dice senza fare troppi giri di parole. Raggiunto dalla troupe della trasmissione Rai “Lo Stato delle Cose” di Massimo Giletti, l’ex primario del Monaldi Giuseppe Caianiello (nella foto) rivela che, quando lui era primario, la dottoressa Gabriella Farina non avrebbe mai eseguito un espianto.
L’ex primario ha anche aggiunto che la cardiochirurga non sarebbe «esperta della pratica» e che sarebbe stata «costretta» ad andare a Bolzano ad espiantare il cuore destinato a Domenico da Guido Oppido.
Rivelazioni che si aggiungono e che, in un certo senso confermano, quanto già emerso dalle testimonianze del personale medico e paramedico dell’ospedale controllato dall’azienda dei Colli rese ai pubblici ministeri e agli ispettori regionali e ministeriali che stanno ricostruendo la catena degli errori che, da Bolzano a Napoli, ha causato la morte del piccolo Domenico Caliendo a cui è stato impiantato un cuore bruciato a causa (forse) dell’uso del ghiaccio secco ma anche di una «errata comunicazione» avvenuta sia nella sala operatoria dell’ospedale altoatesino che in quella dell’ospedale napoletano.
Anche l’avvocato della famiglia Caliendo, Francesco Petruzzi, rivela che dalle Sit (sommarie informazioni) in possesso della procura di Napoli, sarebbe venuto fuori che quello di Bolzano sarebbe stato il primo espianto per la Farina e che, questa circostanza, sarebbe stata proprio la cardichiururga a confermarla.
Intanto ieri a Napoli, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha confermato che «gli ispettori del Ministero che stanno redigendo i verbali delle ispezioni, quindi aspettiamo di avere i risultati». Senza però indicare quanto tempo ci vorrà.

