NAPOLI – La legge che permetterà alla Regione Campania di «cominciare a fare investimenti» – come ha detto il presidente Fico – è la legge di Bilancio del 2025 che, in una serie di articoli, trasferì in capo allo Stato il debito delle Regioni derivanti dal Fondo anticipazione di liquidità. Cioè i prestiti ottenuti dalla cassa Depositi e Prestiti.
La stessa legge che in Senato, a fine dicembre 2024, ottenne il voto contrario dei 5Stelle, dopo un anno e mezzo viene rispolverata dalla giunta regionale del Campo largo per dimezzare il disavanzo della Regione.
Ed è lo stesso presidente ad eleogiarla in consiglio regionale «perché ci dà – dice – una possibilità importante» dal momento che il bilancio verrebbe «fotografato in maniera diversa».
In poche parole, quei debiti vengono cancellati dalla voce “ratizzazione del debito” ed iscritti come “finanziamento alla finanza pubblica”.
«Ciò non significa che il debito non va pagato» – come ha ricordato Fico – ma la Regione avrà certamente un margine di manovra più ampia per gli investimenti. Ma significa pure, come ha ricordato Franco Picarone – presidente della commissione Bilancio per due mandati – che si ridurrà il disavanzo di circa due miliardi. Passando così da 2 miliardi e 700 milioni ad 800 milioni.
Ma di «documenti manomessi per finalità inconfessabili» l’opposizione non ne vorrà proprio sentire parlare.
È Roberto Celano, per la prima volta approdato in consiglio regionale, ad avvertire l’intero consiglio ma soprattutto la giunta.
Si scopre così che l’Arpac è stata finanziata dall’ex giunta De Luca per circa 60mila euro sottratti al fondo sanità. La Corte dei Conti aveva già rilevato questa irregolarità e la passata amministrazione è dovuta ritornare sui suoi passi.
E ancora si scoprono debiti di sette miliardi per le esposizioni finanziarie di varia natura. Celano punta il dito anche sull’aliquota Irpef – «più alta della Lombardia» – e sui residui attivi «che continuano a crescere».
«Ragionamenti astratti. Cose non concrete», replica Picarone che ricorda anche che «il bilancio di una Regione è diverso da quello di un Comune».
Entrambi provengono dal Comune di Salerno e, allora come ora, entrambi facevano parte di due schieramenti politici diversi.
Ma chi ha ragione tra i due? Quanti debiti ha accumulato la Regione Campania negli ultimi dieci anni?
«Il disavanzo non è mai aumentato» insiste Picarone, ma Celano sarà guardingo sui conti, sui soldi e sugli investimenti. Ma anche sul futuro bilancio «sociale», per dirla alla Fico.

