Nessun Trapianto per Tommaso. Il cuore andrà a un altro bimbo

NAPOLI – Alla fine è arrivata la notizia che nessuno avrebbe voluto sentire e la speranza di ieri notte si è infranta contro il muro della realtà.
Tommaso – il cui vero nome è Domenico – non è operabile. Le sue condizioni cliniche non gli consentono di affrontare un nuovo trapianto. E il cuoricino trovato nella tarda serata di martedì, quando sua mamma Patrizia e suo padre Alfonso sono stati convocati d’urgenza al Monaldi, sarà assegnato ad uno degli altri due bambini in lista d’attesa.


L’ufficialità della notizia arriva quando mancano pochi minuti alle quattro del pomeriggio. In una nota diramata dalla direzione generale dell’azienda ospedaliera dei Colli – che gestisce il Monaldi – si legge che «le condizioni del bambino non sono compatibili con un nuovo trapianto».


L’ufficialità arriva mezzora dopo il maxi consulto degli esperti cardiologi arrivati al Monaldi alle undici di ieri mattina dal Bambin Gesù di Roma (il primo ad esprimere parere negativo) ma anche da Torino, Padova e Bergamo.


«Si è trattato – aggiunge la direzione generale di un confronto collegiale che ha consentito una valutazione condivisa quanto più completa e ampia possibile. Alla luce delle valutazioni effettuate al letto del paziente e sulla base degli ultimi esami strumentali, si è stabilito che La Direzione Strategica ha provveduto ad informare il Centro Nazionale Trapianti ed esprime la più sincera vicinanza alla famiglia, prontamente informata, in questo momento così difficile».


E così quelle dodici ore di speranza vissute da mamma Patrizia, che da martedì notte non ha mai lasciato l’ospedale, sono state cancellate in pochi minuti.


Quando gli esperti sono arrivati al Monaldi, Tommaso era sveglio. Pronto per essere visitato. Sua madre invece era nella stanza accanto, ma che qualcosa potesse lasciar presagire il peggio si era intuito già nelle prime ore della mattinata. Quando il legale di famiglia, l’avvocato Francesco Petruzzi, ha dichiarato di aver avuto un primo colloquio con i medici e che, da questo colloquio, sarebbe venuta fuori che la percentuale di riuscita di un eventuale secondo trapianto sarebbe stata pari al 10 per cento.


Oltretutto l’unico chirurgo disposto ad eseguire il trapianto – sempre stando alle dichiarazioni del legale – sarebbe stato il primario Guido Oppido, che aveva già operato il piccolo. Nessun altro chirurgo dell’equipe di esperti avrebbe dato la sua disponibilità a partecipare all’intervento.


«La mamma è rassegnata all’idea che il figlio non ce la farà. Glielo hanno detto gli esperti e non abbiamo motivo di contraddirli»: queste le parole dell’avvocato Petruzzi, che ha chiesto alla direzione strategica di vedere l’intera documentazione che ha portato il team di esperti alla triste decisione.


Ieri sera tardi, mamma Patrizia era ancora al Monaldi. Subito dopo aver ricevuto il secondo parere negativo, ha ricevuto la visita del presidente della Regione Roberto Fico, che si è precipitato al Monaldi subito dopo aver terminato la seduta del consiglio regionale.
Da ciò che racconta l’avvocato Petruzzi, sembra che il governatore abbia chiesto scusa a Patrizia e le abbia promesso che avrà giustizia e si farà chiarezza su quanto accaduto il 23 dicembre: il giorno in cui a Tommaso è stato impiantato un cuore danneggiato.


«Il parere negativo scrive un epilogo diverso da quello che tutti noi fino alla fine abbiamo sperato – commenta da Roma il ministro Schillaci – ma occorre attenersi alle indicazioni della scienza. Ora è doveroso fare chiarezza».
A Schillaci ieri è arrivata anche la relazione di 290 pagine dell’ispezione regionale effettuata al Monaldi. Dove ieri mattina sono arrivati anche gli ispettori ministeriali.

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