NAPOLI – L’opposizione vota compatta contro il rendiconto generale al futuro bilancio «perché – dichiara Edmondo Cirielli – non credo ai numeri, soprattutto se provengono dagli ultimi dieci anni di malgoverno».
Eppure il capo dell’opposizione, che ha appena rassegnato le sue dimissioni ed è pronto a ricoprire a tempo pieno il suo incarico di viceministro degli Esteri, ribadisce «la collaborazione istituzionale che andrà avanti al 100 per cento» al punto da dirsi convinto che «nel giro di pochi mesi la Campania uscirà dal piano di rientro».
Il motivo della sua convinzione sta nel fatto che «gli impegni assunti da questa giunta per migliorare i livelli essenziali di assistenza siano presi con grande serietà da parte del presidente Fico».
La premessa è l’incontro di martedì scorso tra Fico, Schillaci ed i tecnici del ministero, di cui parla anche Cirielli. «Con molta umiltà il presidente Fico ha ascoltato le osservazioni sulle cose che non vanno – ha aggiunto – ma c’è la massima volontà per risolvere i problemi che ci sono».
L’anti premessa è che c’è «una chiara direttiva che non parte da me ma direttamente da Giorgia Meloni – ha concluso Cirielli – che è quella di fare in modo che le regioni in difficoltà abbiano maggiore solidarietà politica. E noi come forza di governo abbiamo il dovere di sostenere le regioni in difficoltà. La Campania in particolare che viene da un decennio di malgoverno e su Fico c’è un peso particolare che sarebbe poso onesto intelletualmente non riconoscere. Dare a lui le colpe di tutto ciò che accade in queste mesi sarebbe davvero poco onesto e quindi noi faremo tutti la nostra parte per sostenre il buon governo. Fatto sta che l’opposizione farà le sue proposte e chiederà un cambio di marcia laddove lo ritenga opportuno».
Tipo il rendiconto generale, appunto, che comunque viene approvato con la promessa di Fico che porterà il bilancio in giunta la settimana prossima prima di sottoporlo al voto del consiglio.
In ogni caso, se sull’uscita dal piano di rientro Cirielli è ottimista, Fico è previdente. «Una tempistica non c’è ancora, stiamo lavorando affinché ci sia una data», dice spiegando che martedì al Ministero c’era un tavolo politico e un tavolo tecnico. «Ieri (martedì per chi legge; ndr) – aggiunge – non c’ero solo io al ministero, ma in un’altra riunione, in un’altra stanza c’era tutto il mio gabinetto con i funzionari del ministero. Quindi stiamo lavorando senza sosta».
Intanto, su chi sarà il futuro capo dell’opposizione, l’ex viceministro fa melina e precisa che non sarà di certo lui ad indicarlo – «non sarebbe elegante da parte di uno che sta per lasciare», dice – ma secondo i rumors interni il candidato in pectore sarebbe Gennaro Sangiuliano.
Forte del suo ruolo di capogruppo di Fratelli d’Italia, l’ex ministro della Cultura è anche riuscito a far inserire nella commissione speciale Mare e Bradisismo la sezione dei Grandi Eventi. Che, insieme a quella sulla Trasparenza, sull’Anticamorra e sulle Pari opportunità (che comprende anche femminicidi e violenza di genere), saranno affidate al centrodestra. Ancora in alto mare però per quanto riguarda la designazione dei rispettivi presidenti.
Nessun ostacolo invece alla nomina di Gianni Porcelli a questore delle Finanze, con cui la lista deluchiana A Testa Alta incassa un’altra vittoria a discapito di Gennaio Oliviero che, anche stavolta, perde in casa.

