NAPOLI – Alle dieci del mattino il responso era tragico. «I danni sono ingenti, il teatro purtroppo è stato completamente compromesso». Le parole del comandante dei vigili del fuoco di Napoli, Giuseppe Paduano, gelano il sangue.
Del Teatro Sannazzaro resta poco o niente: è questa l’amara verità di una ferita che si è aperta nel salotto buono di Napoli e che ha mandato alle fiame quello che tutti chiamano «il gioiellino di Chiaia».
L’incendio lo ha fatto implodere dall’alto. Prima ha mandato in cenere la cupola e poi questa si è riversata sul palco, sulla platea, sulle quinte.
In realtà la «situazione gravemente compromessa» era apparsa chiara già quando sono arrivati i pompieri.
A dare per prima l’allarme è stata Anna Infante, che abita in uno degli edifici accanto al Sannazzaro.
Alle sei del mattino, Anna era già sveglia ma ancora in vestaglia e pantofole quando ha visto il fumo entrare in casa. «Pensavo fosse la lavastoviglie a dare problemi – ha detto – ma poi mi sono affacciata e ho visto le fiamme nel Teatro Sannazzaro». A quel punto la donna ha chiamato immediatamente la polizia, che è arrivata insieme ai vigili del fuoco.
Anna è stata una delle prime ad essere evacuata. Durante la mattina saranno sgomberati altri ventidue appartamenti e sessanta residenti si riverseranno per strada. Anna Infante è una di loro, ancora con le ciabatte ai piedi ma coperta dalla pelliccia.
A quel punto ci sarà un andirivieni di autobotti e mezzi dei vigili del fuoco per domare le fiamme. Il teatro ha anche una struttura complessa: è composto da tanti corridoi stretti che si intersecano tra loro. Difficile spegnere i focolai all’interno. Ieri pomeriggio c’erano ancora piccoli focolai all’interno della struttura ma anche negli edifici attigui.
Arriveranno e ambulanze e partiranno a sirene spiegate verso gli ospedali più vicini. Quattro le persone intossicate dal fumo e trasportate in ospedale, altre quattro trattate in loco.
Giungerà anche una squadra tecnica dell’Enel per sospendere provvisoriamente l’energia elettrica, mentre l’Arpac posizionerà una centralina per rilevare i fiumi nell’aria.
L’assessore regionale alla Protezione civile, Fiorella Zabatta, ha attivato immediatamente la Protezione civile per dare assistenza alle famiglie evacuate con gazebo e beni di prima necessità anche per i vigili del fuoco.
Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha ordinato ai residenti di tenere chiuse finestre e balconi fino a quando non saranno noti i risultati dei rilevamenti dell’Arpac. La zona è stata completamente transennata ed è stata chiusa al traffico anche via Chiaia (che è stata riaperta solo nel tardo pomeriggio).
Ieri sera si contavano quindici famiglie evacuate, per un totale di circa 60 persone, a cui il sindaco di Napoli ha garantito una sistemazione temporanea nei vari alberghi della città. Ma la maggior parte delle famiglie ha trovato ospitalità presso parenti ed amici.
Manfredi è stato uno dei primi ad arrivare sul luogo dell’incendio. «È veramente un grande dolore perché perdere un teatro storico come questo è una ferita profonda per la storia e la cultura della città» ha dichiarato commosso ma ha promesso anche che, insieme alla Regione, si «farà di tutto per fare in modo che possa essere restituito a Napoli e tornare ad avere la funzione che ha sempre avuto in tutti questi anni».
Intanto la procura di Napoli ha aperto un’inchiesta. Il fascicolo è stato affidato al sostituto procuratore Mario Canale. È quasi certo però che si sia trattato di un incendio accidentale.
Un incendio che ha portato via un bel pezzo di storia della città e dell’identità napoletana e che ha suscitato clamore in tutta Italia.

