NAPOLI – Una giornata lunga. Lunghissima. Che, alla fine, non ha dato alcuna certezza sul futuro del piccolo Tommaso, attaccato all’Ecmo da quasi due mesi dopo aver subito il trapianto di un cuore danneggiato.
Tutto resta come due giorni fa. Tommaso è ancora al primo posto nella lista nazonale trapianti: è quanto ha riferito ieri alla mamma Patrizia l’equipe medica multidisciplinare dell’Heart Team dell’ospedale Monaldi. Ma già oggi la situazione potrebbe cambiare perché è prevista una nuova valutazione sulle condizioni cliniche del piccolo.
«Oggi sarebbe ancora operabile, qualora ci fosse la disponibilità di un organo – riferisce mamma Patrizia, che alle due di ieri pomeriggio ha parlato con i medici – ma domani i medici faranno una nuova valutazione».
Le condizioni di Tommaso sono stazionarie ma restano critiche. Il quadro clinico non è promettente: le due tac del 6 e del 10 febbraio scorso hanno rilevato un’emorragia ventricolare e subaracnoidea che rappresenta «una controindicazione maggiore a un trapianto in urgenza».
Oltretutto Tommaso ha sviluppato un’infezione da pseudomonas aeruginosa e prende degli anticoagulanti contro il rigetto che indeboliscono le difese immunitarie.
Situazione questa che ha spinto i medici del Bambin Gesù di Roma ad escludere la possibilità di un secondo trapianto.
Parere a cui si è opposta l’equipe del Monaldi che, fino a ieri – ed anche oggi – sta cercando in tutti i modi di non perdere le speranze di un eventuale intervento salvavita.
Speranze che mamma Patrizia non ha alcuna intenzione di abbandonare. Dopo l’appello rivolto al Papa dalla trasmissione Rai “Domenica In”, sia Patrizia che l’avvocato Francesco Petruzzi hanno intenzione di chiedere una seconda valutazione all’equipe dell’ospedale pediatrico romano ed una “third opinion” ad altri ospedali specializzati in ritrapiantologia e in Ecmo di lunga durata.
Si pensa a Londra, Parigi Berlino ma anche Utrecht (in Olanda) per cercare così un parere terzo che possa azzerare le divergenze di opinioni tra il Bambin Gesù ed il Monaldi.
«Io mi aspetto che mio figlio sia a
ncora trapiantabile, io non mollo, la speranza non la perdo»: queste le parole di mamma Patrizia mentre l’equipe dell’ospedale napoletano era ancora in riunione.
Speranza che dovrà consevare ancora oggi.

