A.A.A. Cercasi tavolo regionale sul caso Salerno

SALERNO – Fino a che hanno potuto fare melina sul Campo largo a Salerno, il Pd e i socialisti lo hanno fatto.


Adesso però bisogna uscire dal limbo e giocare a carte scoperte. Non solo perché, come al solito, Vincenzo De Luca ha battuto tutti sul tempo annunciando la sua candidatura a sindaco con o senza Campo largo, ma anche perché i coordinatori provinciali dei partiti (tranne Pd e Psi) che sabato scorso hanno annunciato pubblicamente la loro intesa sulla costituzione di un Campo largo anche a Salerno, hanno inviato una richiesta ai rispettivi segretari regionali per la convocazione di un tavolo in cui affrontare il nodo Salerno.


Il documento porta la firma di Titti Santulli (Si), Virginia Villani (M5S), Gianfranco Valiante (Cr) e di Enrico Indelli (Noi di Centro) «allo scopo – si legge – di rimuovere ogni possibile equivoco e finalmente implementare un prezioso lavoro congiunto».


Anche in questo documento non compaiono né il Pd né i socialisti. Cosa fare allora?


Franco Mari (Si) è stato categorico. «Se c’è un candidato sindaco – ha detto il deputato riferendosi alla fuga in avanti di De Luca – ci sarà una candidatura alternativa», precisando che non saranno di certo loro a rompere il Campo largo «perché il Campo largo siamo noi che discutiamo sul programma e non vogliamo un uomo solo al comando ma un’idea nuova di città».


E se dal fronte Pd tutto tace, a rompere il silenzio dei dem è Anna Petrone che, di ritorno dalla manifestazione napoletana, ribadisce che «Elly è stata chiara: il Pd è nel Campo largo dappertutto».


Ma come si fa con Vincenzo De Luca su cui la maggior parte ha messo il veto? Bisognerà ancora prendere tempo.

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