NAPOLI – Il parere del Bambin Gesù è arrivato e, purtroppo, non porta buone notizie ma solo tanti misteri.
Per l’equipe dell’ospedale pediatrico romano, Tommaso non è operabile perché le sue condizioni di salute sono troppo critiche. Ma i medici del Monaldi sono di avviso contrario. Tommaso va operato e va operato dallo stesso medico che ha effettuato il primo trapianto. Quello cioè in cui è stato impiantato il cuore danneggiato.
Qualche miniuto dopo però è la direzione generale dell’azienda dei Colli – da cui dipende il Monaldi – a smentire i medici dell’ospedale in una nota, precisando che «ad oggi (ieri per chi legge; ndr) non sono state rese dichiarazioni ufficiali circa le condizioni cliniche del piccolo paziente».
Ma qualche ora dopo è di nuovo la direzione generale dell’azienda dei Colli a confermare che «la decisione assunta nella giornata di ieri (venerdì per chi legge;ndr) da parte dell’Heart Team è stata quella di mantenere il bambino in lista di trapianto, sussistendo ad opinione del medico responsabile le condizioni cliniche».
Stabili, ma critiche sottolinea l’azienda che ricorda di aver chiesto un parere al Bambin Gesù già la settimana scorsa e che, subito dopo la denuncia presentata dai genitori di Tommaso, di aver «prontamente e con fermezza adottato tutti i provvedimenti necessari a tutela del piccolo e di tutti i pazienti che afferiscono all’ospedale» (con la sospensione dei due cardiochirurghi e della direttrice della Direzione di cardiochirurgia e trapianti) e di collaborare con la procura che ha messo sotto inchiesta tre medici e tre infermieri del Monaldi e sequestato il box in cui è stato messo il cuore espiantato a Bolzano e trasportato a Napoli.
A questo punto però il legale dei genitori di Tommaso, l’avvocato Francesco Petruzzi, va dai carabinieri di Cimitile ed integra la sua denuncia.
«Sarà lo stesso medico, che presumo sia indagato, a rioperarlo – dice -. C’è una vicenda moto strana in cui se ne intrecciano altre». Perciò Petruzzi ha chiesto che venga eseguito un incidente probatorio «sulle cartelle cliniche e tutta la documentazione, compresi i verbali della équipe multidisciplinare che sta valutando lo stato di salute del piccolo». Compreso quindi anche il parere del Bambin Gesù su cui l’avvocato spera «che si sbagli e che abbiano ragione i medici del Monaldi».
Alla fine, dopo questo continuo rincorrersi di smentite e conferme, Tommaso rimane nella lista nazionale dei trapianti. Almeno fino a lunedì quando è previsto un nuovo briefing dei medici.
Ieri l’avvocato è stato contattato anche dal primario del Niguarda di Milano che ha prospettato l’ipotesi di installare un cuore artificiale in fase di sperimentazione nell’ospedale milanese. Ma sembra che anche questa opportunità si stata respinta.
Intanto ieri pomeriggio la mamma di Tommaso ha incontrato il vescovo di Napoli, Domenico Battaglia, che le ha espresso tutta la sua solidarietà e vicinanza nella dura battaglia per salvare la vita di suo figlio.
