Sequestrato il box usato per trasportare il cuore

NAPOLI – Fino a ieri mattina il box utilizzato per trasportare il cuore espiantato a Bolzano e impiantato al Monaldi era ancora nell’azienda ospedaliera.


Poi è stato prelevato dai Nas di Napoli, diretti dal tenente colonnello Alessandro Cisternino, che lo hanno sigillato e consegnato al pm di Napoli Giuseppe Tittaferrante che, a sua volta, lo consegnerà ai consulenti per esaminarlo ed effettuare gli accertamenti dovuti.


La procura di Napoli, che ha messo già sotto inchiesta sei medici, spera di trovare nel contenitore tracce e indizi che possano far capire come sia stato conservato l’organo all’interno del contenitore e cosa sia potuto accadere durante il trasporto che abbia mandato in malora il cuore.


Contemporaneamente è stata acquisita anche tutta la documentazione che attesta l’iter del trapianto: dall’autorizzazione all’espianto fino all’intervento chirurgico.


Documentazione che si trova anche nell’ospedale di Bolzano, dove ieri sono stati i Nas di Trento ad acquisire gli atti necessari alle indagini.


Già oggi la procura potrebbe nominare i consulenti per gli esami sul contenitore, ma prima dei risultati passeranno almeno un paio di settimane.
Si parla di esperti dell’Istituto Superiore di Sanità che devono verificare anche che siano state rispettate le Linee Guida previste dalla normativa sui trapianti.


Resta però un interrogativo: cosa c’è dentro il box sequestrato ieri? C’è ancora traccia del ghiaccio secco che presumibilmente sembra essere stato la causa del danneggiamento dell’organo?


In fin dei conti, il box è stato al Monaldi per più di un mese. Probabile dunque che del ghiaccio – anche se secco – non ci sia più traccia.

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