NAPOLI – Da ieri il fascicolo di inchiesta sul cuore bruciato impiantato al Monaldi al piccolo Tommaso ha sei indagati.
Si tratta dei medici e dei paramedici che si sono occupati dell‘espianto dell’organo a Bolzano e che poi, a Napoli, hanno eseguito il trapianto. Il reato ipotizzato dagli inquirenti è quello, al momento, di lesioni colpose. Non gravissime, come invece, aveva denunciato nell’esposto dell’11 gennaio scorso il legale della famiglia del bimbo, l’avvocato Francesco Petruzzi.
Il pm Giuseppe Tittaferrante della sezione lavoro e colpe professionali, coordinata dal procuratore aggiunto Antonio Ricci, ha delegato anche i carabinieri dei Nas a svolgere le dovute indagini per capire cosa sia successo durante l’espianto del cuoricino di un bambino altoaltesino di quattro anno tragicamente deceduto, chi e come sia stato poi inserito l’organo nella borsa termica e se, all’interno di questa, sia stato inserito del ghiaccio secco (anziché naturale) «che – come spiega l’avvocato Petruzzi – comporta temperature di meno 70 gradi, causando bruciature dell’organo da freddo».
Sono stati gli stessi medici del Monaldi a volare fino a Verona e poi, da qui, raggiungere in auto Bolzano per prendere l’organo e portarlo in aereo a Napoli.
Dove ad attendere quel cuoricino il 23 dicembre scorso c’è Tommaso «che – racconta sua madre, Patrizia Mercolino – era nato con una cardiomiopatia dilatativa, scoperta a quattro mesi. Sapevamo che c’era bisogno di un trapianto ed abbiamo atteso due anni».
Due anni trascorsi per il bimbo in modo normale. «Andava a scuola e stava relativamente bene», aggiunge l’avvocato Petruzzi.
Poi l’intervento e la comunicazione dei medici che il cuore non funzionava e che c’era bisogno del supporto dei macchinari salvavita.
L’inchiesta mira a capire anche come sia stato possibile non acorgersi prima del trapianto che l’organo era bruciato e quindi inutilizzabile.
Ma c’è anche un secondo filone d’inchiesta che riguarda la decisione dell’azienda ospedaliera dei Colli di sospendere le attività di trapianto dopo la denuncia presentata dai genitori di Tommaso.
Nei giorni scorsi, la direzione generale ha sospeso anche due cardiochirurghi (il primario ed il suo assistente), nonchè la direttrice della Cardiochirurgia e Trapianti.
Intanto il tempo passa e le condizioni del piccolo peggiorano.
