Fico capitola a Roma E Si fa scippare l’Agenas

NAPOLI – Poteva essere la sua prima prova di forza nei salotti della politica romana, che lui conosce bene, eppure Roberto Fico si è fatto scippare la presidenza dell’Agenas. Che non poteva assolutamente perdere per vari motivi.

Uno, perché spettava alla Regione Campania designarne il presidente.


Due, perché avrebbe riscattato Palazzo Santa Lucia dall’imbarazzo vissuto dopo la sospensione imposta dai giudici all’ex presidente Enrico Coscioni , rinviato a giudizio per omicidio colposo e falso.


Tre, perché se uscire dal piano di rientro è la sua priorità – e ci sta lavorando personalmente dal momento che ha trattenuto per sé la delega alla Sanità, quale occasione migliore poteva avere se non nominare qualcuno che avrebbe rinforzato la sua battaglia contro il governo?


Ma a Roberto Fico non è riuscito quello che invece riuscì al suo predecessore con la nomina appunto di Coscioni.


Le nomine da lui proposte nei giorni scorsi sembrano non essere state gradite nella Conferenza Stato-Regioni che si è riunita ieri a Roma.
E, alla fine, per evitare il commissariamento dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari, carente ormai di una guida da un anno, i rappresentati delle Regioni hanno indicato il nome di Massimiliano Fedriga a presidente dell’Agenas.


Fico ottiene solo la nomina di se stesso a componente del cda.


Quello del governatore leghista del Friuli Venezia Giulia, tra l’altro già presidente della Conferenza Stato-Regioni, resta comunque un incarico temporaneo e transitorio (proprio per evitare il commissariamento) volto a traghettare poi la Conferenza verso la nomina del presidente effettivo.


La “partita” dell’Agenas era importante anche per dare il segnale di un governo di discontinuità della Regione Campania rispetto al passato.
Che a Palazzo Santa Lucia sta mettendo in atto con le partecipate Scabec ed Eav, e da ultimo anche con la nomina del direttore generale dell’agenzia regionale per la promozione turistica “Campania Turismo” (di cui pure ha bloccato il bando) o per la proroga, invece, del bando relativo alla ricerca del direttore del Teatro Trianòn.


A Roma però il governatore non è riuscito nel suo intento. Sarà per il minore margine di manovra che possiede rispetto alla Campania, sarà perché anche in Agenas vigono vecchi sistemi di accordi o sarà semplicemente l’aver puntato su nomi sbagliati, il punto è che Roberto Fico incassa la sua prima bocciatura a livello nazionale. Con l’intento di essere più determinante nelle future nomine.

Torna in alto