Difese d’ufficio, svelato il trucco delle assegnazioni

SALERNO – Prima la procura di Salerno, poi quella di Roma ed infine il Consiglio nazionale forense. O forse tutti e tre hanno ricevuto contemporaneamente l’esposto che getta ombre sull’assegnazione delle difese d’ufficio a Salerno, gestite dalla piattaforma digitale Tinexta Visura sotto la vigilanza del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati salernitani.


Ombre – o presunte irregolarità – che svelerebbero un meccanismo molto semplice per aggirare il sistema elettronico senza dover ricorrere all’ipotetica “manina esperta” di algoritmi (su cui indaga Roma).


Per cercare di spiegare il sistema, la premessa è d’obbligo: ci sono udienze “ordinarie” ed udienze “speciali”. Le prime sono quelle dibattimentali, in cui è sempre necessaria la figura di un difensore d’ufficio, che viene designato – così come prevede la regola – almeno tre mesi prima dell’udienza, quando all’avvocato viene recapitato il calendario trimestrale dei turni dei processi.


Le seconde sono quelle che si svolgono davanti a giudici particolari – come gip, Riesame e Sorveglianza – dove non è prevista la presenza di un difensore d’ufficio di turno.


Ed è proprio in queste fasi del processo che potrebbe risultare più agevole bypassare il cervellone elettronico e consentire al Coa di procedere ad un’assegnazione: compito che non gli spetterebbe e su cui si snoderebbe uno dei punti denunciati nell’esposto. Oltre, ovviamente ai presunti incarichi affidati ad avvocati non iscritti nell’albo speciale o a professionisti che non risultano iscritti in alcun albo forense.


Sembra che la risposta del Cnf non debba tardare ad arrivare.
Quella delle procure, invece, richiederà il tempo che ci vuole per le indagini.


(3-fine)

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