Rogo doloso all’ex Salid Chiuso il Parco dell’Irno

SALERNO – Con un’ordinanza contingibile ed urgente il vicesindaco di Salerno, Paki Memoli, ha disposto la chiusura del Parco dell’Irno.

Si tratta di una chiusura temporanea ma necessaria, secondo l’amministrazione, per consentire i lavori di messa in sicurezza dell’edificio dato alle fiamme domenica scorsa, che conteneva migliaia di mascherine acquistate durante l’emergenza Covid e abbandonate lì per anni nonostante le polemiche sollevate più volte dall’opposizione in consiglio comunale.


Il provvedimento è stato emesso nella tarda mattina di ieri dopo un sopralluogo (l’ennesimo) effettuato dai vigili urbani e dai tecnici del settore Manutenzione del Patrimonio pubblico comunale.


Ieri mattina, alle 8.30, dinanzi all’edificio andato a fuoco c’era anche il presidente di Salerno Pulita, Enzo Bennet, insieme ad un paio di vigili urbani. L’area era stata già transennata subito dopo l’intervento dei vigili del fuoco che hanno spento le fiamme. Eppure, a distanza di 48 ore dall’incendio, si sentiva ancora forte l’odore di bruciato.


A preoccupare anche i tecnici dell’Arpac è l’enorme mole di mascherine andate a fuoco che (come si nota dalle immagini) erano ancora imballate nelle buste di plastica. Come mai nessuno, in tutti questi anni, ha pensato di togliere le mascherine dall’edificio?


L’ex consigliera comunale, Claudia Pecoraro, ora assessore regionale all’Ambiente, aveva chiesto più volte di fare chiarezza sulla vicenda e ieri ha ribadito che di occuperà personalmente del caso. Era stato inviato anche un esposto in procura per denunciare lo stato di abbandono delle mascherine.

Anche Antonio Cammarota aveva chiesto il sequestro della struttura, dal momento che – nonostante le carte inviate in procura – non era stato disposto né un sequestro penale né tantomeno amministrativo.


Adesso, dopo l’incendio, i magistrati – che hanno delegato le indagini ai carabinieri – dovranno capire non solo chi e perché ha appiccato il fuoco ma anche come mai l’edificio dell’ex fornace (che dista pochi metri dal Teatro Ghirelli) sia diventato un deposito delle mascherine.


Indiscrezioni rivelano la presenza di due giovani visti scappare a bordo di un’auto station wagon subito dopo l’incendio, ma spetterà agli inquirente trovare un riscontro.
Che sia stata una bravata o un incendio mirato?


La fornitura di mascherine fu oggetto già di indagini della procura di Napoli, prima che un paio di mesi fa ne fosse dichiarata l’archiviazione.

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