Appalti sospetti in Provincia no al processo per Alfieri

Non è arrivata in dibattimento l’inchiesta sui presunti appalti truccati banditi dalla Provincia di Salerno.
Ieri il gip Valeria Campanile ha archiviato tutto, così come aveva già chiesto due mesi fa il pubblico ministero Alessandro Di Vico che ha condotto le indagini per poco più di un anno.
Nel registro degli indagati erano finiti l’ex sindaco di Capaccio-Paestum Franco Alfieri (all’epoca anche presidente della Provincia), il consigliere regionale Luca Cascone, l’ex staffista di Alfieri, Andrea Campanile e il funzionario provinciale Michele Angelo Lizio.
Sotto inchiesta erano finiti vari appalti pubblici di una certa rilevanza, come la Fondovalle Calore, la strada Aversana ed il sottopasso di Paestum.
Le accuse iniziali della procura ipotizzavano l’esistenza di un’associazione per delinquere finalizzata alla manipolazione delle gare pubbliche, in cui sarebbe stati coinvolti anche i funzionari comunali di Capaccio, Federica Turi e Giovanni Vito Bello e l’imprenditore cilentano Nicola Aulisio, titolare della Co.Ge.A. Impesit Srl e vicepresidente di Ance Campania.
L’ordinanza di archiviazione – di cui si attendono le motivazioni – arriva in un momento molto delicato per l’ex presidente della Provincia Franco Alfieri, imputato in un processo a Vallo della Lucania con le stesse accuse ipotizzate nell’inchiesta salernitana ormai archiviata.
Alfieri, infatti, sta difendendosi nel secondo processo per una serie di presunte irregolarità ipotizzate in altregare pubblche che afferiscono maggiormente al comune di Capaccio (che ha amministrato fino al suo arresto) e a Battipaglia.
C’è poi il fantasma di un secondo processo: quello sul presunto voto di scambio.

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